Ricette utili a chi vuole mangiare bene e stare meglio.
Dubbi, domande e forse qualche risposta sulle diete ideali o sugli ideali delle diete.
Riflessioni su quello che vedo sul lavoro o che mi capita in famiglia e che riguarda il cibo e la cucina.
Notizie che raccolgo ai corsi che frequento, su internet o nei libri che leggo e che vorrei condividere con gli amici.



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La pianta del mese: Rosmarino

Il rosmarino, pianta mediterranea per eccellenza, è ampiamente diffuso sul nostro territorio e cresce, sia in vaso che  in terra, senza bisogno di particolari cure.
In fitoterapia si usa come infuso per curare le dispepsie e i disturbi della cistifellea e come tintura, sempre come digestivo. L'olio essenziale ha un particolare potere eccitante e antidepressivo: per questo va usato con grande cautela.

Uso

 ‎In cucina: 

Le foglie possono essere utilizzate sia fresche che essiccate.
Essendo una pianta così diffusa, viene usata per molti piatti. Se si pensa che durante la masticazione, le foglie di rosmarino possano disturbare, meglio metterle in una garza o in un contenitore per infusi (esempio pallina in metallo per te), soprattutto quando si usa nei brodi o nelle minestre.

  • Le carni, specialmente le carni rosse o le carni da mettere al forno come l'abbacchio, possono essere “rotolate” in un trito di rosmarino, salvia e aglio e lasciate ad insaporire per qualche ora, prima della cottura
  • nelle marinature (con olio e succo di limone) in cui vengono immersi carne bianca o filetti di pesce prima delle cottura, possibilmente per qualche ora
  • utile per cuocere i legumi perché diminuisce i disturbi intestinali per la formazione dei gas
  • per insaporire le patate al forno, la pizza bianca, la focaccia, la farinata di ceci
  • per aromatizzare le minestre, le zuppe e i passati di verdura o di legumi
Si può aromatizzare l'olio di oliva e usarlo a crudo sulla carne o sul pesce.
Si può usare per aromatizzare il sale, mettendo le foglie fresche in un vasetto con il sale grosso e lasciarlo chiuso per qualche settimana.

L'ingrediente del mese: Cipolla

Chi non si è mai sentito consigliare come utilizzarla per curarsi?

  • La cipolla è uno degli alimenti più usati dalla tradizione popolare per curare tosse, febbre, mal di testa, vermi, diarrea, ipertensione.  
  • Può essere utile in caso di perdita di appetito e come digestivo. L’effetto più comune, quasi banale da riferire, è quello diuretico, e per la prevenzione dei disturbi prostatici. 
  • Ha dimostrato l’attività antispastica e di prevenzione dell’iper-reattività bronchiale, è adatta ai soggetti asmatici.
  • Le sperimentazioni hanno confermato l’effetto protettivo contro le malattie infettive batteriche, virali e sulle micosi.
  • L’estratto di cipolla è capace di inibire l’aggregazione piastrinica. però si consiglia di utilizzare cipolle crude, cotte velocemente (meno di tre min.) o bollite (fino a sei min.). Alcuni tipi di cipolle non interferiscono con la vitamina K perciò, a differenza di porri o di cipolline fresche verdi, possono essere consumate anche da chi è in terapia con cumarine. 
  • Può diminuire i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue. Effetti benefici sono stati studiati anche nella prevenzione e nella cura del diabete. Numerosi studi hanno affrontato il problema della prevenzione tumorale, ipotizzando un effetti preventivo per tumore ovarico, al colon, alla laringe e alla prostata.
  • Controindicazioni: solo per chi soffre di reflusso gastroesofageo, sindrome dell’intestino irritabile e per pochi allergici. 
Per approfondire: La Scuola di Ancel

BACCALÀ IN ZIMINO

Non credo sia possibile uscire dal dubbio "baccalà, stoccafisso o merluzzo". 
Per semplificarmi la vita, non dovendo fare una cucina da chef, spesso sostituisco il baccalà con filettoni di merluzzo leggermente salati o baccalà surgelato. Questa mi sembra una ricetta sfiziosa Spero di avere il tempo di provarla presto.
300 gr baccalà ammollato o scongelato, 400 gr bietola, 200 gr pomodori pelati, 1 cipolla, 1 costa sedano, 1 carota, 2 ciuffi prezzemolo, 5 cucchiai olio e.v.o, sale, pepe, 2 spicchi aglio
Potete leggere la procedura sul sito in cui l'ho trovata:

FOCACCIA DI VERDURE





La Cucina Italiana - Ricetta - FOCACCIA DI VERDURE


Da questa ricetta potete inventarvi tutte le varianti, per avere un piatto unico completo o un primo nutriente, a seconda della porzione e delle vostre esigenze.
L'uso di formaggio a basso dosaggio di lattosio, la rende idonea anche agli intolleranti. La corretta lievitazione domestica può renderla digeribile anche a chi non tollera i lieviti.

Quale cottura per la salute?

Quale cottura per la salute? - Alimentazione Sana – Cucina Naturale

Spesso non sono gli alimenti ad essere un problema, ma il modo con cui si preparano.

Se avete dei dubbi in merito, ecco qualche spiegazione in una pagina del sito della rivista cucina naturale...


La Storia della pasta I: le sue antiche origini

La Storia della pasta I: le sue antiche origini
















Le origini della pasta (dal greco pástë, letteralmente “farina mista a un liquido”), cibo spontaneo come il pane, nato da bisogni e da nuove abitudini alimentari dell’umanità, risalgono probabilmente all’era neolitica.


Per leggere il resto, segui il link!

Crostata di melograno

Crostata di melograno
Troverai la ricetta seguendo il link!



Semi di finocchio: ingredienti di cucina, integratori o farmaci?

L’infuso di semi di finocchio è uno dei rimedi più diffusi in fitoterapia, di uso tradizionale in tutta Europa, usato sia come antispastico intestinale, per diminuire gli effetti gassosi i sintomi di colite, per stimolare l’attività dello stomaco, per diminuire gli spasmi associati al ciclo mestruale e come galattogeno per favorire la lattazione e in caso di tosse per un leggero effetto espettorante.
Per le stesse proprietà, amo usare i semi di finocchio anche in cucina: rendono più digeribile la carne, danno sapore al pesce e gusto particolare alle verdure. Per esempio: prima di cuocere le bracioline di maiale le lascio insaporire con un cucchiano di semi di finocchio per almeno un’oretta (ma andrebbe bene anche una giornata), lo aggiungo al rosmarino e all’aglio sui filetti di trota al forno, all’olio sui finocchi lessati o nell’acqua di cottura delle patate al vapore.  
Semi di finocchio: ingredienti di cucina, integratori o farmaci?

La Scuola di Ancel

Vi chiedo scusa di aver trascurato il blog, ma nelle ultime settimane sono stata impegnata nella collaborazione con un gruppo di colleghi Biologi Nutrizionisti per la costruzione di un nuovi sito.
Da domani saremo in linea!

Io vorrei comunque continuare a dare consigli e ricette specifici per i miei amici e clienti....spero di farcela. In ogni caso in questo sito troverete molte voci qualificate sul tema nutrizione.

Condire l'insalata

Sembra un argomento banale, ma mi accorgo sempre di più che proprio nelle piccole cose, ci si confonde più facilmente.

  • Il condimento ideale, nutrizionalmente parlando, è a base di olio: non c'è nessun motivo ragionevole per scegliere presunti condimenti "light" a base di yogurt o di panna vegetale o di grassi di origine incerta. Sono prodotti utili per coloro che, abituati a condire l'insalata con panna e grassi animali, cercano una soluzione alternativa. Chi apprezza il condimento mediterraneo deve continuare a condire con olio.
  • Non esiste un olio con meno calorie: esiste l'olio buono (spremuto a freddo, extravergine,..) che, pur in piccola quantità, ha più gusto. Ma se questo non è apprezzato, la scelta può ricadere su oli meno "forti".
  • Il condimento, oltre ad insaporire (che comunque è l'aspetto principale), serve per aiutare l'assimilazione di nutrienti presenti nel pasto, oltre che per il corretto funzionamento dell'intestino: per cui, prima di fare la scelta di non usare più olio o condimenti, è meglio parlarne con un nutrizionista o un medico.
  • Oltre all'olio, possono essere aggiunti aceto, aceto balsamico, aceto di mele, limone o altri agrumi: per condire in maniera omogenea possono essere miscelati all'olio nella ciotola prima di aggiungere l'insalata o nel cucchiaio.

  • Per condire bene occorre avere una ciotola sufficientemente larga e delle posate sufficientemente lunghe per mescolare. Mi sono accorta che è difficilissimo trovare "posate da insalata" e che, nella maggior parte dei casi sono di plastica: in questo modo però il condimento rimane sulle posate e non si distribuisce bene.


    • Per avere un'insalata che soddisfa il gusto, è necessario partire da materie prime fresche: il condimento può esaltare, ma non dare sapore a vegetali che non sanno di niente. Sembra banale, ma spesso si esagera con i condimenti (soprattutto olio e sale) perchè si utilizzano prodotti preconfezionati e prelavati. Nessuna intenzione di criminalizzarli: sono utilissimi, ma ogni tanto regalatevi un'insalata vera (che costa anche meno)!
    • Non esiste un'insalata "sterile": lavarla con amuchina o simili, fa perdere solo nutrienti. Se siete soggetti immunodepressi (per malattie croniche o per cure in corso) o in gravidanza, rinunciateci. Altrimenti lavatela bene con acqua e lasciate lavorare il vostro sistema immunitario.

    SETTIMANA NAZIONALE PER LA PREVENZIONE ONCOLOGICA

    Avrei voluto suggerire qualche ricetta, ma nel fascicolo, scaricabile da internet, ce ne sono tante e varie, per cui mi limito a copiarne una (per incuriosirvi) e a rimandarvi al sito LILT
    Ovviamente se  trovate il banchetti della LILT potete acquistare l'olio e avrete il fasciolo a stampa!





    Una dieta sana è costosa

    Questa è una leggenda che circola anche tra i colleghi: con i tempi che corrono le persone faticano a stare a dieta perché si spende di più al supermercato.
    A parte l'osservazione banale che meglio spendere in cibi sani che in medicine, questa affermazione potrebbe essere parzialmente vera.
    Sicuramente una busta di wurstel costa meno di una fettina (e può essere più gradita ai bambini) e meno ancora del pesce, sicuramente la verdura surgelata costa e se fresca richiede tempo per la preparazione, sicuramente i biscotti integrali o comunque "di qualità" costano più di un panettone, ma proviamo a ragionare con calma.
    * Carne -  In un regime alimentare equilibrato, viene inserita 2-3 volte la settimana e in porzioni che non superano quasi mai i 150 g. E nella maggior parte dei casi si preferisce carne bianca, meno costosa.
    * Pesce - Questa è l'unica obiezione vera: il pesce costa, quello poco costoso è spesso difficile da pulire o è pieno di spine, per cui non gradito ai ragazzi. Oppure bisogna acquistare filetti di pesce che vengono dall'altro capo del mondo e di cui ci fidiamo poco. In realtà spesso troviamo pesce di allevamento in offerta, basta prenderne per due volte e surgelare quello che non si consuma. Ma anche alternare pesce fresco con quello surgelato, spesso buono ma meno affidabile, e fare attenzione alla stagionalità del pesce,  che garantisce prezzi minori e qualità migliore.
    Il pesce in scatola (tonno, sardine, sgombri, salmone,....) può essere un'alternativa economica, se si evita di consumarlo troppo frequentemente.
    * Legumi - Carne e pesce possono essere sostituiti, almeno 2-3 volte alla settimana con i legumi: vogliamo confrontare il costo di pasta e ceci, riso e lenticchie, zuppa di fagioli con quello di una porzione di carne? E infatti ieri al supermercato lo scaffale dei legumi era quasi vuoto...
    * Uova - Spesso ce ne dimentichiamo: ma due uova alla settimana sono consentite quasi a tutti, bisogna solo imparare a cucinarle senza esagerare con i condimenti.
    * Frutta e Verdura - A parte il ritorno al baratto (c'è chi ha un pezzo di orto, ma butta i prodotti perché in eccesso rispetto al consumo familiare...), la regola d'oro per il risparmio è seguire la stagionalità. E fare attenzione allo scarto: anche se certi prodotti preconfezionati costano di più, possono essere convenienti, soprattutto se in cottura possiamo aggiungere altri ingredienti e quindi gusto. Macedonie e minestre sono sempre il sistema migliore per valorizzare frutta e verdura non gradita.
    * Torte, biscotti, dolci - Non sono una fans del ritorno al ciambellone: è più sano dei biscotti, ma anche più buono e se ne mangia di più! Riuscendo a controllarsi, sicuramente costa di meno dei biscotti. Se poi si usa una farina integrale, è anche più sano. Stessa cosa vale per la pizza fatta in casa (tra l'altro tante persone intolleranti al lievito si sono accorti che è meglio tollerata di quella di pizzeria, perché si può fare lievitare meglio) o il pane fatto con quelle macchinette. Tra l'altro non c'è nessuna "legge dietologica" che vieta di sostituire le fette biscottate con in pane: anzi è più saziante.
    * E poi vogliamo parlare di condimenti (cominciate a contare i cucchiai di olio che usate e vedete quando vi dura la bottiglia, riservatela la pancetta o il guanciale ai pasti speciali....), formaggi (si usano facilmente a fine pasto, ma non sono certo economici...), affettati e salumi (controllate le linee guida, e vedrete che potete calare le porzioni), bibite (inutili), succhi di frutta, alcolici (ne basta un bicchiere a pasto).
    * E infine, controllando le porzioni all'acquisto ci sono meno avanzi in frigorifero e meno sprechi, aumentando frutta e verdura di stagione possiamo evitare integratori di vitamine e fibre, evitando di comprare dolci, cioccolato, patatine e nutella saremo meno tentati di mangiarne (attenzione a certi prodotti economici, ma di qualità discutibile!).

    La dieta comincia dalla spesa.....

    In questi ultimi giorni ho ricevuto più volte la stessa obiezione, per cui mi sembra giusto parlarne pubblicamente: "E' difficile avere cura della propria alimentazione, perché si perde tempo a comprare gli alimenti giusti e bisogna fare la spesa spesso per avere cibi freschi e vari".
    Inoltre chi ha tempo di leggere tutte le etichette per scegliere gli alimenti più nutrienti e migliori? (E poi spesso non basta leggerle, ci vuole un manuale per capirle....).
    E' vero: la prima difficoltà in un regime alimentare sano è fare la spesa. Bisogna trovare frutta e verdura fresca e a buon prezzo, un pescivendolo affidabile, un macellaio che ti dia quello che vuoi e non ti tenti con le salcicce fatte a mano, un salumiere che non si arrabbi se chiedi del prosciutto più magro e soprattutto che non te ne dia più di quanto chiedi.
    Quindi ci vuole una tecnica: non basta afferrare il carrello e riempirlo di tutto quello che ci sembra possa servire o di quello che è in offerta.

    A CASA

    • Prima di andare a fare la spesa preparate la lista. Perderete alcuni minuti, ma eviterete di girare a vuoto per il supermercato o di afferrare le prime cose che capitano e soprattutto avrete il tempo di pensare al menu della settimana. Per risparmiare soldi e tempo, potere controllare le pubblicità che ci arrivano quotidianamente.
    • Non andate a fare la spesa affamati - lo stomaco vuoto provoca spesso gli acquisti di impulso e soprattutto rischiate di comprare qualcosa da "sgranocchiare" tornando a casa. Soprattutto non date questa abitudine ai bambini: per loro è più difficile resistere alle tentazioni!
    • Nel fare la lista dovete ricordarvi che dovreste riempire il vostro carrello di frutta, verdura, cereali integrali prima di pensare a latticini, carne magra, pesce, pollame e legumi.
    • Pensate a quante porzioni vi servono di carne, pesce, latticini e affettati. Se andate al supermercato, troverete il peso sulle confezioni, e non avrete i problema di pesarle, finché non sarete capaci di capire ad occhio quanto è una porzione ideale.
    • La maggior parte di noi tende a mangiare ripetutamente gli stessi alimenti. Ma la varietà oltre ai benefici alla salute, aiuta a dar gusto alla vostra cucina: cercate di cambiare almeno un alimento ogni settimana.

    AL SUPERMERCATO
    • Cominciare dai reparti degli alimenti freschi (frutte, verdura, latticini, carne e pesce). Spesso nei supermercati li mettono in fondo per favorire l'acquisto di alimenti meno sani, fregateli cambiando il giro.
    • Evitare le corsie che propongono alcolici, bibite, dolci e tutto quello che dovete evitare .
    • Scegliere, quando potete, alimenti o cereali integrali o con meno additivi possibili. Ormai li trovate ovunque e a prezzi ragionevoli.
    • Evitate, quando è possibile, prodotti in scatola, ma se sono indispensabili per la vostra organizzazione famigliare, sceglieteli di buona qualità o biologici. Mi riferisco in particolare al pesce (tonno, sardine, salmone, sgombro...) e ai legumi (ceci, lenticchie, fagioli, piselli, fagiolini). Per entrambi può essere più conveniente e più sano ricorrere ai surgelati.
    • Evitare gli alimenti - minestre, prodotti da forno, merendine, latticini, surgelati, scatolame, sughi.... - che contengono più di cinque ingredienti, ingredienti artificiali o ingredienti che non potete pronunciare o che non capite.
    • Evitare gli alimenti in scadenza - anche se sono in superofferta - a meno che non siate sicuri di consumarli velocemente. Altrimenti si finisce per rincorrere le scadenze!
    • Evitare gli alimenti con fumetti o omaggi per i bambini. Se li portate a casa comincerete a condizionare i figli a scegliere gli alimenti per il regalo e non per le loro proprietà o il loro gusto.
    Questi sono i consigli indispensabili: ce ne sono mille altri, ma già questi sono sufficienti per dare una svolta al nostro stile alimentare! Poi, se sarà ancora necessario, potrete anche cominciare una vera e propria dieta.

    Settimana per la riduzione del consumo del sale

    Abituata come sono ad usare il sale solo per l'acqua della pasta, per i brodi e per le cotture al vapore avevo sottovalutato l'iniziativa a cui ha aderito anche la SINU.
    Soprattutto non avevo considerato l'impatto che può avere l'uso del sale nella ristorazione pubblica.
    Devo ammettere che l'eccesso di sale è un problema per quasi tutti i miei pasti "fuori casa": la scelta degli alimenti in mensa, dove salavano ahimè anche il sugo per la pasta, era limitata; in pizzeria o al bar mi trovo costretta ad evitare il prosciutto, per me troppo salato e molti tipi di formaggi mentre al ristorante cerco alimenti in cui gli interventi del cuoco siano limitati.
    Per cui, dopo una prima prova, evito i ristoranti, le pizzerie e le mense in cui ritengo eccessivo l'uso del sale oppure mi fermo a un primo assaggio e rinuncio ad altri piatti.
    Questo non per motivi di salute, ho la pressione bassa e un po' di sale non guasterebbe, ma perché dopo essermi abituata, mi accorgo che il sale copre il gusto dell'alimento, invece di valorizzarlo. Non sono un'integralista "antisale", ma non vedo il motivo di aggiungerlo dove non è necessario. Il piatto buono è buono se ha ingredienti che hanno sapore, non se sanno di sale!
    Sono consapevole però che quello che per me è "troppo sale" per molti è normale: i miei invitati lo sanno e, pazientemente, si salano l'insalata, la carne o il pesce sapendo che io non li salo e in mensa non ho mai protestato per l'eccesso di sale, a differenza dell'eccesso di altri condimenti.
    Non mi aspettavo però, quello che mi è successo domenica scorsa in una trattoria romana.
    Ho scelto una pasta cacio e pepe (dove, essendoci formaggio salato di suo e pepe in abbondanza non avrebbe dovuto essere aggiunto altro sale), agnello a scottadito (se proprio si vuole aggiungerne....) e insalata mista. Basta dire, per esempio, che su quest'ultimo piatto il sale era tanto da essere visibile ad occhio nudo anche ad una presbite come me..... E nel cestino, insieme al pane, pizza bianca, che per definizione non è sciapa.
    Convinta della buona fede del ristoratore, credo che tornerò a dirglielo.
    Non so se questo posto, che qualche anno fa era affollatissimo, fosse deserto per questo motivo o per la crisi economica. Sicuramente credo di aver ingerito in un pasto solo tutto il sale che in genere ingerisco in una settimana o forse in un mese.
    Allora mi domando: perché?
    Se un cuoco esagera col sale, secondo me, è per coprire un alimento senza gusto. Ma non era il suo caso, la carne era tenera e buona. Oppure per costringermi a bere più del necessario, ma dovendo mettermi alla guida, sono comunque costretta a fermarmi dopo il secondo bicchiere di vino (che già per una donna del mio peso, sarebbe oltre i limiti!!).
    E allora che cosa ci guadagna? Sicuramente perde un cliente (anzi due, perché mio marito, essendo iperteso, del sale deve proprio fare a meno!). Se alla crisi ci si aggiunge anche questo, per me molti ristoranti possono chiudere!!
    In fondo se un cliente ha "bisogno" di sale, può aggiungerlo personalmente. Oppure può aggiungere formaggio grana e pecorino sulla pasta, già ricchi di sale.
    Ma nessuno può più togliere il sale aggiunto prima di andare in tavola.
    I cuochi, che vogliono farsi apprezzare, ci riflettano......

    Dolcificanti: nuovi dati o vecchi dubbi?

    Sull'ultimo numero di AJCN è comparso l'ennesimo articolo sui dolcificanti artificiali. Ne parlo solo perché molto spesso incontro persone che fanno uso di questi prodotti credendo di fare una scelta vantaggiosa per la loro salute.
    Questo articolo (o meglio quanto è esposto nel riassunto iniziale) è molto chiaro: "L'aggiunta di dolcificanti alla dieta non da nessun beneficio per la perdita di peso o per la riduzione di aumento di peso se non sono presenti restrizioni alimentari. Sono sorte preoccupazioni, sia da lungo tempo che recentemente, sul fatto che l'introduzione dei dolcificanti nella dieta stimoli l'apporto energetico e contribuisca all'obesità" (se volete leggerlo, cliccate il logo).

    Naturalmente c'è sempre chi mi assicura "io uso solo zucchero di canna" (ignorando il fatto che lo zucchero di canna, se non è integrale, ha le stesse calorie dello zucchero a parità di peso). Salvo poi usare bibite zero calorie (con dolcificante), yogurt light (dolcificati con aspartame), merendine senza zucchero (dolcificate con chissàchecosa), caramelle senza zucchero e via dicendo.
    Per cui, a meno che non ve l'abbia prescritto il medico, evitate i dolcificanti.
    Non è necessario passare da 4 a zero cucchiaini di zucchero nel caffè da un giorno all'altro: calate gradualmente, ma fatelo ed evitate i dolcificanti (che tra l'altro spesso danno un gusto artefatto agli alimenti).
    Ora che sono finite le feste natalizie: evitate i dolci e dolcetti fino a carnevale (festeggiare l'ultima settimana può bastare), evitate sempre le bibite (tranne nelle occasioni particolari). Per quanto riguarda gli yogurt, avete mai provato quelli bianchi non zuccherati aggiungendo frutta fresca (es. clementine o arance rosse) oppure con un cucchiaio di miele o di muesli o di uvetta o di marmellata senza zucchero?
    Abituarsi alla dolcezza propria degli alimenti, diminuendo lo zucchero extra, abitua ad apprezzare il gusto naturale, senza introdurre nella nostra alimentazione sostanze di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine.

    BUON ANNO NUOVO

    Ormai sono passati anni dall'ultima volta che ho fatto i propositi per l'anno nuovo. Sarà per pigrizia, sarà perché con l'età ho deciso di prendere la vita giorno per giorno, senza fare programmi a lunga scadenza.
    L'anno nuovo comincia perciò solo con due impegni immediati: smaltire il colesterolo accumulato (lo so che è distruttivo, ma ho mantenuto l'abitudine lombarda di accompagnare al panettone la crema al mascarpone) e vuotare il frigo di quello che è avanzato (per le feste tendo sempre a tenermi un menu di scorta nel caso qualcosa andasse storto).
    Per il primo punto è facile: credo che oggi pomeriggio dedicherò almeno un'oretta ad una bella passeggiata per Pomezia o (se il tempo regge) vicino al mare e cercherò di continuare per le giornate successive.
    Per il secondo è più difficile, perché, a parte le lenticchie, preparate volutamente in eccesso pensando ad una zuppa, quello che avanza è necessariamente ipercalorico e ipergrasso: dovrò decidere cosa buttare e cosa riciclare. Mi aiuta il fatto che le ferie non sono ancora finite e qualche amico potrebbe ancora venire a "condividere" quello che ho di in frigo.

    Auguri di Buone Feste

    Quest'anno ho visto che, su internet, si moltiplicano i consigli per le feste. Proprio ora che , complice la crisi, ho l'impressione che siano diminuiti i festeggiamenti extra (feste pre-natalizie, cene tra colleghi, party della palestra, pranzo con gli amici, ecc.). Per questo non mi sembra il caso di ripetere cose già dette: chi vuole delle informazioni più precise può leggere quello che ho scritto lo scorso anno (feste).
    Quest'anno il mio consiglio è uno solo: se non avete grandi problemi di salute, approfittate del giorno di Natale e del Capodanno (o dell'ultimo dell'anno, come preferite) per mangiare tutto quello che volete.
    Non fatevi problemi se esagerate: non saranno questi due giorni a rovinarvi la salute.
    Negli altri giorni però ritornate al vostro regime abituale, meglio se abbondate con frutta e verdure disintossicanti. Se siete in ferie approfittatene per uscire a fare una passeggiata, per far giocare figli e nipoti, ma anche per pulire casa :-( vedrete che arriverete alla fine delle feste in splendida forma.
    Se non fosse così: c'è un mese di tempo, prima di carnevale, per riprendersi.


    P.S. Comportatevi da amici: se volete fare un regalo, pensate a chi lo riceverà.
    Evitate prodotti troppo dolci o troppo grassi, soprattutto se a breve conservazione, che spingono chi li riceve a consumarli velocemente.
    Io ho fatto la scelta di pochi prodotti, di qualità, il cui consumo non sia strettamente legato alle feste natalizie (marmellata, torroni, vino, verdure sott'olio, formaggio stagionato, biscotti artigianali) e magari equo-solidali o prodotti da cooperative sociali.
    Spero di aver incontrato i gusti dei destinatari, in caso contrario sono stati comunque soldi spesi per una buona causa.
    Buon Natale a tutti.

    Alimentazione e invecchiamento

    Sono parecchi giorni che non aggiorno il blog perché, oltre al normale aumento delle attività in vista della fine d'anno, dovevo riservare due giorni per assistere al convegno SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), il tema era "Invecchiamento e longevità".
    Sono tornata da poco e vorrei condividere con voi alcune impressioni a caldo.
    Partendo dal presupposto che tutti speriamo di vivere a lungo, sono sempre più forti le prove scientifiche che una sana alimentazione ed uno stile di vita non sedentario ti aiutano ad arrivare a questo risultato. La difficoltà è, per me, non morire di noia, rinunciando a troppe cose che non sono sane (ma buone....) e non dovere sacrificare all'attività fisica il nostro scarso tempo libero: in realtà sono stati proposti dati che dimostrano che le attività sociali, le relazioni umane e anche qualche trasgressione alimentare aiutano.
    Il problema si può porre diversamente dopo i 60 anni: chi ha la fortuna di arrivarci sano e di avere una pensione che gli permetta di procurarsi alimenti sani e di dedicare tempo all'attività fisica, ha la strada aperta per diventare un "highlander".
    Ma gli altri (che come ci hanno spiegato, non sono la normalità, ma la norma)?
    Certo che i rischi sono tanti, forse perchè non c'è molta esperienza di che cosa davvero voglia dire "vivere a lungo". Quelli che ci sono arrivati ora, erano esemplari eccezionali, selezionati e quindi particolamente sani, ma noi siamo già più acciaccati di loro anche se abbiamo la metà dei loro anni. Come hanno concluso parecchi relatori: il problema non sarà vivere a lungo, ma essere in condizione di godersi questi anni conquistati.
    I dati proposti non fanno che confermare la mia esperienza: non è detto che la "dieta della nonna " vada bene.
    Mia nonna era una persona speciale (da molti punti di vista): aveva avuto una vita molto difficile, ma anche molto attiva fisicamente. Inoltre la stessa dieta che ha aiutato lei ad arrivare a 90 anni, ha contribuito ai problemi cardiaci degli uomini della famiglia (morti prima dei 70).
    Per noi che viviamo seduti davanti ad un PC, lavoriamo anche quando fuori c'è buio, possiamo fare centinaia di kilometri anche solo per passare un fine settimana diverso, dobbiamo fare la spesa una volta alla settimana, possiamo mangiare kiwi, banane e mandarini (che per mia nonna erano i doni di Santa Lucia, una volta all'anno), siamo cresciuti a yogurt (che mia nonna ha scoperta a 80 anni) ...credo ci sia bisogno di qualcosa di diverso, già ora.
    Sembra noioso, ma è la dieta mediterranea o meglio una dieta con tanta frutta e verdura, tanti legumi, spesso il pesce, poca carne, rari formaggi e salumi, carboidrati complessi (pane, pasta e riso), poco zucchero e poco sale.
    E se assomiglio a mia nonna, quando avrò 80 anni potrò rifarmi di tutte le torte, di tutto il salame, di tutto il provolone (solo per fare alcuni esempi) a cui rinuncio ora, perché a quell'epoca dovrò difendermi da una spontanea perdita di peso o dal rischio dell'anoressia senile!

    Tutti abbiamo avuto uno zio "strano" in famiglia....

    ...il mio si chiamava "zio Cinto" e, se ricordo bene, era il fratello del mio bisnonno.
    Io non l'ho mai conosciuto, ma quando, da bambini, non ci sbrigavamo a vuotare il piatto e a finire il pranzo, ci minacciavano "non fare come lo zio Cinto". E ogni tanto ci raccontavano di alcune sue abitudini considerate strane.
    Ho ripensato a lui, dopo tanti anni, leggendo su GInews la storia di Uncle Percy perché, come lui, aveva l'abitudine di masticare ogni boccone 33 volte. Ho scoperto che non era un caso isolato, ma una vera e propria scuola di pensiero che ora viene rivalutata.
    I soliti americani (che ve lo dico a fare!) hanno dimostrato che seguendo questo consiglio (oltre al trucco di appoggiare la posata tra un boccone e l'altro) 30 ragazze hanno spontaneamente mangiato meno (circa 70 calorie, sono circa il 10% del pasto proposto), ma soprattutto sentendosi più sazie e più soddisfatte.
    Aveva ragione lo zio Cinto? Tra l'altro credo che sia stato uno dei pochi uomini della famiglia a non morire di malattie cardiache.
    Lo zio Cinto sosteneva anche che l'insalata andava mescolata 17 volte, almeno così mi ricordo. Forse anche in questo non aveva tutti i torti: se si mescola meglio, si può usare meno olio perchè si distribuisce più regolarmente. Non ho ancora trovato un americano che ci ha fatto uno studio scientifico, potremmo provarci in Italia.