Ricette utili a chi vuole mangiare bene e stare meglio.
Dubbi, domande e forse qualche risposta sulle diete ideali o sugli ideali delle diete.
Riflessioni su quello che vedo sul lavoro o che mi capita in famiglia e che riguarda il cibo e la cucina.
Notizie che raccolgo ai corsi che frequento, su internet o nei libri che leggo e che vorrei condividere con gli amici.



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La Scuola di Ancel

Vi chiedo scusa di aver trascurato il blog, ma nelle ultime settimane sono stata impegnata nella collaborazione con un gruppo di colleghi Biologi Nutrizionisti per la costruzione di un nuovi sito.
Da domani saremo in linea!

Io vorrei comunque continuare a dare consigli e ricette specifici per i miei amici e clienti....spero di farcela. In ogni caso in questo sito troverete molte voci qualificate sul tema nutrizione.

Alimentazione e invecchiamento

Sono parecchi giorni che non aggiorno il blog perché, oltre al normale aumento delle attività in vista della fine d'anno, dovevo riservare due giorni per assistere al convegno SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), il tema era "Invecchiamento e longevità".
Sono tornata da poco e vorrei condividere con voi alcune impressioni a caldo.
Partendo dal presupposto che tutti speriamo di vivere a lungo, sono sempre più forti le prove scientifiche che una sana alimentazione ed uno stile di vita non sedentario ti aiutano ad arrivare a questo risultato. La difficoltà è, per me, non morire di noia, rinunciando a troppe cose che non sono sane (ma buone....) e non dovere sacrificare all'attività fisica il nostro scarso tempo libero: in realtà sono stati proposti dati che dimostrano che le attività sociali, le relazioni umane e anche qualche trasgressione alimentare aiutano.
Il problema si può porre diversamente dopo i 60 anni: chi ha la fortuna di arrivarci sano e di avere una pensione che gli permetta di procurarsi alimenti sani e di dedicare tempo all'attività fisica, ha la strada aperta per diventare un "highlander".
Ma gli altri (che come ci hanno spiegato, non sono la normalità, ma la norma)?
Certo che i rischi sono tanti, forse perchè non c'è molta esperienza di che cosa davvero voglia dire "vivere a lungo". Quelli che ci sono arrivati ora, erano esemplari eccezionali, selezionati e quindi particolamente sani, ma noi siamo già più acciaccati di loro anche se abbiamo la metà dei loro anni. Come hanno concluso parecchi relatori: il problema non sarà vivere a lungo, ma essere in condizione di godersi questi anni conquistati.
I dati proposti non fanno che confermare la mia esperienza: non è detto che la "dieta della nonna " vada bene.
Mia nonna era una persona speciale (da molti punti di vista): aveva avuto una vita molto difficile, ma anche molto attiva fisicamente. Inoltre la stessa dieta che ha aiutato lei ad arrivare a 90 anni, ha contribuito ai problemi cardiaci degli uomini della famiglia (morti prima dei 70).
Per noi che viviamo seduti davanti ad un PC, lavoriamo anche quando fuori c'è buio, possiamo fare centinaia di kilometri anche solo per passare un fine settimana diverso, dobbiamo fare la spesa una volta alla settimana, possiamo mangiare kiwi, banane e mandarini (che per mia nonna erano i doni di Santa Lucia, una volta all'anno), siamo cresciuti a yogurt (che mia nonna ha scoperta a 80 anni) ...credo ci sia bisogno di qualcosa di diverso, già ora.
Sembra noioso, ma è la dieta mediterranea o meglio una dieta con tanta frutta e verdura, tanti legumi, spesso il pesce, poca carne, rari formaggi e salumi, carboidrati complessi (pane, pasta e riso), poco zucchero e poco sale.
E se assomiglio a mia nonna, quando avrò 80 anni potrò rifarmi di tutte le torte, di tutto il salame, di tutto il provolone (solo per fare alcuni esempi) a cui rinuncio ora, perché a quell'epoca dovrò difendermi da una spontanea perdita di peso o dal rischio dell'anoressia senile!

Le scelte alimentari hanno effetto anche sulla salute degli altri!

Anche se non si tratta di un tema direttamente connesso con l'alimentazione, voglio riprendere il tema del Commercio Equo e Solidale.
Sono appena tornata da un incontro "La salute nelle nostre mani" organizzata ad Anzio, dal proprio su questo tema.
Spesso infatti, alla ricerca del massimo benessere per noi nelle nostre scelte alimentari, ci dimentichiamo che possa essere coniugato con un aumento di benesse per altri.

Un esempio citato oggi, è quello che fa Commercio Alternativo per dare un futuro ai bambini del Progetto PREDA, nelle filippine.
Le immagini sul sito sono più che sufficienti, ma in breve si tratta di un organizzazione che si occupa di bambini senza famiglia, vittime di violenza fisica e sessuale in una società dove l'unica risposta possibile è la detenzione in carcere (e in quali carceri!) insieme agli adulti. Le persone abitualmente deputati a difenderli, genitori e polizia, diventano quindi i loro carnefici.

Questi bambini sono spesso figli di prostitute o frutto di violenze, vivono senza famiglia o in famiglie che non riescono a mantenerli. Si tratta perciò di aiutarli a superare i traumi subiti, dare alle madri un lavoro che permetta di mantenere e accudire i figli, insegnare una professione ai ragazzi.

Acquistando i loro prodotti e i panettoni venduti nelle "Botteghe del Mondo" si permette loro di crearsi una vita degna di questo nome: pensateci negli acquisti natalizi.

Giornata del cancro: io non posso che parlare di prevenzione

Naturalmente la cucina americana non è mai stata il mio modello: anche se una mia cliente mi ha beccato ad una fiera mentre mangiavo un Hot Dog, è stata solo la trasgressione di un momento. Però molte abitudini americane si stanno diffondendo anche da noi, per cui uniamo l'abitudine di consumare salumi (salame, mortadella, prosciutto, speck) a quella mangiare wurstel, salciccia e altri formati di carni processate (aumentano ogni giorno sui banchi del supermercato prodotti di vario genere e tipo).
 Considerando la facilità di preparazione di questi alimenti (da frigo alla tavola in pochi minuti) risolvono spesso più pasti alla settimana.Sappiamo bene che questi tipi di carne  oltre al colesterolo e ai grassi animali che fanno parte della composizione "naturale", sono ricchi di sale (si chiamano salumi anche per questo) e spesso di conservanti  e additivi.  Tra questi,  alcuni prodotti riconosciuti come cancerogeni.
Dati pubblicati negli anni scorsi, mostrano come tra gli ammalati di tumore al pancreas ci sono molti grandi consumatori di questi alimenti (almeno 5 pasti la settimana), ma altri studi possono allargare l'associazione ad altri tipi di tumore.
Negli Stati Uniti è partita una campagna per togliere dalle mense scolastiche questi alimenti, per proteggere i bambini.
In Italia riusciamo ad trovare prodotti con pochi conservanti e additivi. Basta leggere attentamente l'etichetta ed cercare i prodotti con meno ingredienti dichiarati. 
Inoltre ricordiamoci che la porzione consigliata dalle linee guida
 

è di 50 g e non, come ci piacerebbe, un etto e che il consumo non deve essere quotidiano, sia per i bambini che per gli adulti. Insomma meno e di migliore qualità, come sempre.
E' dura, ma se serve a prevenire il tumore, ne vale la pena.

La giornata delle verdure

Mi sembra una buona idea della "Fondazione Louis Bonduelle" in Francia (che naturalmente ha il suo vantaggio, non si può negare).
Partendo da uno schema che evidentemente esiste anche  in Francia ed è simile al nostro "giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa...." hanno proposto "MARTEDI' VERDURA" un'iniziativa diretta sia alle famiglie che alla ristorazione collettiva e ai ristoratori.
La campagna mi sembra divertente, anche perchè il loro sito (Le jour du legume) propone tante nuove ricette di verdure con lo slogan "Il martedì è il giorno della verdura e tutto è permesso tranne la noia". Cercherò di spulciarle e di pubblicarne qualcuna (anche se il mio francese comincia ad essere un po' arrugginito).Aggiungi immagine
Ci sarà in Italia qualcuno che riprenderà l'iniziativa? Magari un ente pubblico o una associazione senza fini di lucro...
Intanto si potrebbe cominciare da casa nostra.

Obesity Day

Ogni anno, l' Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica , propone una giornata di sensibilizzazione sul controllo del peso, offrendo visite gratuite, ma soprattutto un occasione di riflessione pubblica sull'argomento.
Il tema di quest'anno è: "Un peso mantenuto regolare è la soluzione giusta per la salute", come dire "non aspettiamo di essere obesi per preoccuparci, ma affrontiamo il problema prima". 
Nessuno può negare che la prevenzione sia la strategia più efficace: la maggior parte di noi sa bene che è più facile non prendere troppi chili, piuttosto che perderli. 
Ma la parola chiave è "salute": deve essere un peso tale da mantenerci in salute, da tutti i punti di vista. Non esiste un peso ideale (non quello dei nostri 18 anni, tanto meno quello dei nostri sogni), ma un peso che ci garantisce una condizione di benessere fisico, psicologico e una buona qualità di vita.
Se per raggiungere questo peso siamo costretti a sforzi sovraumani, dobbiamo farci qualche domanda se sia davvero il peso giusto (non possiamo pensare di avere tutti la stessa corporatura) , se sbagliamo metodo (per. es.  privandoci di alimenti indispensabili e esagerando con altri dannosi) oppure se è il momento di occuparci del nostro peso o di dare spazio nella nostra vita ad altre cose  (es. sport, divertimenti, attività fisica, nuove amicizie).


Fame di giustizia

Ieri mi è capitata un'esperienza nuova e interessante. 
In una delle circa 100 newletter a cui sono abbonata, mi è arrivato l'invito ad un convegno a Roma "Fame di Giustizia" - La Ristorazione Collettiva Solidale come pratica territoriale di Responsabilità Sociale."
Non ero davvero coinvolta, ma mi ha incuriosito il tema. Ci sono andata con l'idea di sentire una relazione, visitare la "Città dell'Altra Economia" e tornarmene a casa. Non ce l'ho fatta: sono rimasta fino alla fine.

L'evento partiva dalla esperienza del Comune di Roma di introdurre nel 
menu delle mense alcuni prodotti provenienti dal Commercio Equo e Solidale (CEES). Se pensate che si parla di 150.000 pasti al giorno, potete capire l'effetto che comporta nell'economia italiana, ma anche di paesi come il Kenia (da cui provengono le banane), il Perù, il Cile e l'Equador che forniscono la materia prima per il cioccolato e per i biscotti.
Certamente rimangono alcuni punti irrisolti (per esempio come sviluppare la dimensione pedagogica di tali esperienze, la necessità di andare così lontano a comprare gli ingredienti per le cucine italiane, i controlli e le certificazioni necessarie, l'esigenza di una legge che garantisca i consumatori e protegga  il commercio autenticamente equo), ma nel complesso l'eperienza è affascinante. I servizi pubblici che, invece i rincorrere i consensi, puntano ad un ruolo di traino per un'economia che aiuti lo sviluppo sostenibile, il risparmio energetico e l'equità economica e diminuisca la produzione di rifiuti sono un esempio anche per il privato. E i prodotti del CEES sono molto apprezzati dagli addetti e dai bambini!
Ascoltando il professor Becchetti dell'università di TorVergata parlare del valore economico della solidarietà, mi tornava in mente un professore della Luiss che, anni fa, definiva senza futuro il CEES perchè contrario alle leggi della concorrenza. Temo che siano quelli che credevano in un'economia della concorrenza che scappano dalle banche come i topi dalle navi che affondano, mentre gli apicoltori cileni della Apicoop, negli stessi anni,  hanno moltiplicato le loro arnie, migliorato la qualità della raccolta del miele, differenziato la produzione iniziando la coltivazione di mirtilli e possono sognare di mandare i loro figli all'università.
Naturalmente per me è stata anche l'occasione per fare spese di prodotti che abbiano, oltre alla qualità, anche il plusvalore della solidarietà (non della beneficienza, come qualcuno pensa ancora). 
Mi sono anche lasciata tentare dal CousCous palestinese, anche se non so se riuscirò mai convincere Antonio a mangiarlo. Dovrò invece difendere i biscotti al cioccolato. Credo che ora mi scalderò con una bella tazza di Carcadè !
Avevo già parlato a gennaio di un metodo di supporto nei regimi di restrizione dietetica (diete ipocaloriche) chiamato "Metodo integrato".
Per il prossimo autunno l'associazione Eventikarte® propone dei week end di vacanza&benessere a Venezia.
Può essere l'occasione di farsi un regalo piacevole e utile per aiutarci nel ritrovare la forma perduta.
Per maggiori info:

L'organizzazione "Consumers International" sta faccendo una raccolta di firme per sollecitare l'Organizzazione Mondiale della Sanità ad emettere delle normative che bandiscano la pubblicità e la vendita di alimenti non sani a tutti i bambini del mondo.

(Per saperne di più seleziona l'immagine)
Per questo ha dedicato la giornata di oggi 15 Marzo, giornata internazionale dei diritti dei consumatori al lancio di questa campagna.
In Italia ha aderito alla campagna Altroconsumo.