Ricette utili a chi vuole mangiare bene e stare meglio.
Dubbi, domande e forse qualche risposta sulle diete ideali o sugli ideali delle diete.
Riflessioni su quello che vedo sul lavoro o che mi capita in famiglia e che riguarda il cibo e la cucina.
Notizie che raccolgo ai corsi che frequento, su internet o nei libri che leggo e che vorrei condividere con gli amici.



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Vi aspetto su facebook!

Qualche anno fa ho aperto questo blog in cui pubblicavo le ricette che preparavo io stessa.
Con l'apertura di facebook ho pensato che sia molto più utile mettere in evidenza le decine di ricette che i professionisti della cucina pubblicano quotidianamente, scegliendo quelli adatti ad un'alimentazione sana.
Ormai più di 1100 persone seguono questa pagina!
Potete trovare perciò tante ricette utili seguendo il link: Cucina&Salute




Aguglia alla sicula

Perché solo orata e spigola, con tutto il pesce che si trova nel nostro mare?
L'aguglia è un pesce comune nel mediterraneo, ma la stessa ricetta può essere applicata a molti tipi di pesce azzurro.
Non dimentichiamo che il pesce, fonte di vitamina D e di grassi omega3, è uno dei protagonisti della dieta mediterranea.

Ingredienti e dosi per 4 persone
1 aguglia di 300 g
200 g di pomodori pachino
20 g di olive nere
20 g di olive verdi
20 g di capperi (meglio sotto sale e ben sciacquati)
1 spicchio di aglio
Olio d'oliva extra-vergine
Prezzemolo

Trovate la ricetta, facilissima, su Cucinaremeglio

La Scuola di Ancel

Vi chiedo scusa di aver trascurato il blog, ma nelle ultime settimane sono stata impegnata nella collaborazione con un gruppo di colleghi Biologi Nutrizionisti per la costruzione di un nuovi sito.
Da domani saremo in linea!

Io vorrei comunque continuare a dare consigli e ricette specifici per i miei amici e clienti....spero di farcela. In ogni caso in questo sito troverete molte voci qualificate sul tema nutrizione.

Condire l'insalata

Sembra un argomento banale, ma mi accorgo sempre di più che proprio nelle piccole cose, ci si confonde più facilmente.

  • Il condimento ideale, nutrizionalmente parlando, è a base di olio: non c'è nessun motivo ragionevole per scegliere presunti condimenti "light" a base di yogurt o di panna vegetale o di grassi di origine incerta. Sono prodotti utili per coloro che, abituati a condire l'insalata con panna e grassi animali, cercano una soluzione alternativa. Chi apprezza il condimento mediterraneo deve continuare a condire con olio.
  • Non esiste un olio con meno calorie: esiste l'olio buono (spremuto a freddo, extravergine,..) che, pur in piccola quantità, ha più gusto. Ma se questo non è apprezzato, la scelta può ricadere su oli meno "forti".
  • Il condimento, oltre ad insaporire (che comunque è l'aspetto principale), serve per aiutare l'assimilazione di nutrienti presenti nel pasto, oltre che per il corretto funzionamento dell'intestino: per cui, prima di fare la scelta di non usare più olio o condimenti, è meglio parlarne con un nutrizionista o un medico.
  • Oltre all'olio, possono essere aggiunti aceto, aceto balsamico, aceto di mele, limone o altri agrumi: per condire in maniera omogenea possono essere miscelati all'olio nella ciotola prima di aggiungere l'insalata o nel cucchiaio.

  • Per condire bene occorre avere una ciotola sufficientemente larga e delle posate sufficientemente lunghe per mescolare. Mi sono accorta che è difficilissimo trovare "posate da insalata" e che, nella maggior parte dei casi sono di plastica: in questo modo però il condimento rimane sulle posate e non si distribuisce bene.


    • Per avere un'insalata che soddisfa il gusto, è necessario partire da materie prime fresche: il condimento può esaltare, ma non dare sapore a vegetali che non sanno di niente. Sembra banale, ma spesso si esagera con i condimenti (soprattutto olio e sale) perchè si utilizzano prodotti preconfezionati e prelavati. Nessuna intenzione di criminalizzarli: sono utilissimi, ma ogni tanto regalatevi un'insalata vera (che costa anche meno)!
    • Non esiste un'insalata "sterile": lavarla con amuchina o simili, fa perdere solo nutrienti. Se siete soggetti immunodepressi (per malattie croniche o per cure in corso) o in gravidanza, rinunciateci. Altrimenti lavatela bene con acqua e lasciate lavorare il vostro sistema immunitario.

    SETTIMANA NAZIONALE PER LA PREVENZIONE ONCOLOGICA

    Avrei voluto suggerire qualche ricetta, ma nel fascicolo, scaricabile da internet, ce ne sono tante e varie, per cui mi limito a copiarne una (per incuriosirvi) e a rimandarvi al sito LILT
    Ovviamente se  trovate il banchetti della LILT potete acquistare l'olio e avrete il fasciolo a stampa!





    Una dieta sana è costosa

    Questa è una leggenda che circola anche tra i colleghi: con i tempi che corrono le persone faticano a stare a dieta perché si spende di più al supermercato.
    A parte l'osservazione banale che meglio spendere in cibi sani che in medicine, questa affermazione potrebbe essere parzialmente vera.
    Sicuramente una busta di wurstel costa meno di una fettina (e può essere più gradita ai bambini) e meno ancora del pesce, sicuramente la verdura surgelata costa e se fresca richiede tempo per la preparazione, sicuramente i biscotti integrali o comunque "di qualità" costano più di un panettone, ma proviamo a ragionare con calma.
    * Carne -  In un regime alimentare equilibrato, viene inserita 2-3 volte la settimana e in porzioni che non superano quasi mai i 150 g. E nella maggior parte dei casi si preferisce carne bianca, meno costosa.
    * Pesce - Questa è l'unica obiezione vera: il pesce costa, quello poco costoso è spesso difficile da pulire o è pieno di spine, per cui non gradito ai ragazzi. Oppure bisogna acquistare filetti di pesce che vengono dall'altro capo del mondo e di cui ci fidiamo poco. In realtà spesso troviamo pesce di allevamento in offerta, basta prenderne per due volte e surgelare quello che non si consuma. Ma anche alternare pesce fresco con quello surgelato, spesso buono ma meno affidabile, e fare attenzione alla stagionalità del pesce,  che garantisce prezzi minori e qualità migliore.
    Il pesce in scatola (tonno, sardine, sgombri, salmone,....) può essere un'alternativa economica, se si evita di consumarlo troppo frequentemente.
    * Legumi - Carne e pesce possono essere sostituiti, almeno 2-3 volte alla settimana con i legumi: vogliamo confrontare il costo di pasta e ceci, riso e lenticchie, zuppa di fagioli con quello di una porzione di carne? E infatti ieri al supermercato lo scaffale dei legumi era quasi vuoto...
    * Uova - Spesso ce ne dimentichiamo: ma due uova alla settimana sono consentite quasi a tutti, bisogna solo imparare a cucinarle senza esagerare con i condimenti.
    * Frutta e Verdura - A parte il ritorno al baratto (c'è chi ha un pezzo di orto, ma butta i prodotti perché in eccesso rispetto al consumo familiare...), la regola d'oro per il risparmio è seguire la stagionalità. E fare attenzione allo scarto: anche se certi prodotti preconfezionati costano di più, possono essere convenienti, soprattutto se in cottura possiamo aggiungere altri ingredienti e quindi gusto. Macedonie e minestre sono sempre il sistema migliore per valorizzare frutta e verdura non gradita.
    * Torte, biscotti, dolci - Non sono una fans del ritorno al ciambellone: è più sano dei biscotti, ma anche più buono e se ne mangia di più! Riuscendo a controllarsi, sicuramente costa di meno dei biscotti. Se poi si usa una farina integrale, è anche più sano. Stessa cosa vale per la pizza fatta in casa (tra l'altro tante persone intolleranti al lievito si sono accorti che è meglio tollerata di quella di pizzeria, perché si può fare lievitare meglio) o il pane fatto con quelle macchinette. Tra l'altro non c'è nessuna "legge dietologica" che vieta di sostituire le fette biscottate con in pane: anzi è più saziante.
    * E poi vogliamo parlare di condimenti (cominciate a contare i cucchiai di olio che usate e vedete quando vi dura la bottiglia, riservatela la pancetta o il guanciale ai pasti speciali....), formaggi (si usano facilmente a fine pasto, ma non sono certo economici...), affettati e salumi (controllate le linee guida, e vedrete che potete calare le porzioni), bibite (inutili), succhi di frutta, alcolici (ne basta un bicchiere a pasto).
    * E infine, controllando le porzioni all'acquisto ci sono meno avanzi in frigorifero e meno sprechi, aumentando frutta e verdura di stagione possiamo evitare integratori di vitamine e fibre, evitando di comprare dolci, cioccolato, patatine e nutella saremo meno tentati di mangiarne (attenzione a certi prodotti economici, ma di qualità discutibile!).

    Chi ha paura del maiale?

    Copio le informazioni dal sito dell' EpiCentro 
    (Centro Nazionale di Epidemiologia,  Sorveglianza e Promozione della Salute).
    "Il nuovo virus influenzale può essere trasmesso all’uomo mangiando carne di maiale e prodotti a base di carne di maiale? 
    No, il nuovo virus influenzale non viene trasmesso mangiando maiale o prodotti a base di carne di maiale che siano correttamente trattati e cucinati. Questo nuovo virus, a oggi, non è stato isolato dagli animali e non vi è alcuna indicazione che attualmente il virus sia presente nella catena di produzione alimentare dei suini. 
    L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Ecdc non sono a conoscenza di alcuna evidenza scientifica che suggerisca che i virus influenzali si possano trasmettere all’uomo tramite il consumo di carne come il maiale e dei prodotti che la contengono. 
    Nell’eventualità che i suini fossero stati esposti a questo nuovo virus influenzale, e che questo fosse trovato nella carne, cucinare il maiale accuratamente (a una temperatura interna di 70°C) ucciderebbe il virus, così come altri tipi di agenti patogeni e batteri. 
    Tuttavia, sebbene alcuni consumatori possono gradire mangiare carne cruda, uno dei consigli alimentari intramontabili è quello di evitare di mangiare carne cruda per evitare malattie di origine alimentare. 
    Si raccomanda di osservare sempre norme igieniche alimentari nelle cucine e di lavare con il sapone mani, superfici e utensili, dopo che si tocca carne cruda."

    Insomma sono le norme base, per prevenire qualsiasi rischio. 
    Ma credo che torneremo sull'argomento perchè spesso le sottovalutiamo: ho l'impressione che molte gastiti o coliti occasionali o certe forme di intolleranze alimentari siano causate da un mancato rispetto di alcune precauzioni, tra cui queste.

    Primavera? Asparagi!

    Per anni, perché mi evocavano una serie di ricordi che non volevo affrontare, ho ignorato gli asparagi. Ora li ho reintrodotti: meritano un posto nella cucina primaverile, ma ho cercato di trovare ricette nuove.

    Questa l'ho fatta per Pasqua.
    Pasta con asparagi e zafferano

    Ingredienti (per 4 persone):
    Farfalle (o pasta corta) 300 g, Ricotta 50 g; Asparagi verdi 300 g; Parmigiano Reggiano grattugiato 50g; Scalogno 10g; Olio extravergine di oliva 2 cucchiai; Zafferano1 bustina; Sale q. b.; Pepe q. b.;

    Preparazione:
    Lessare gli asparagi, dopo averli puliti ed eliminato la parte bianca. (Io li ho legati e li ho messi in piedi nella pentola per la cottura della pasta, in modo che l'acqua coprisse solo la parte più robusta dei gambi.)
    Tolti gli asparagi aggiungere lo zafferano e la pasta.
    Tagliare le punte e metterle da parte, rosolare lo scalogno in padella con l'olio, unire i gambi asparagi e cuocere per un paio di minuti a fuoco vivace per insaporirli.
    Frullare ed aggiungere la ricotta.
    Condire la pasta con gli asparagi frullati, aggiungere le punte.

    Vi sarete già accorti che sono una fans delle minestre: soprattutto in questa stagione aiutano ad integrare liquidi e sali. Sono ideali soprattutto per quelli che, come me, bevono poco. Inoltre danno un senso di sazietà maggiore rispetto alle verdure lessate. Per cui vorrei provare anche questa. Il burro può essere sostituto dall'olio, ma è talmente poco che credo non faccia danni.
    Minestra di asparagi e patate

    Ingredienti:
    Asparagi (1 mazzo), 4 patate, 1 cipolla bianca, acqua (almeno 1 litro), burro, parmigiano grattugiato, prezzemolo

    Procedimento:
    Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti e affettare la cipolla.
    Pelare gli asparagi, rimuovere la parte finale e separare le punte. Tagliare i gambi a tocchetti.
    Unire le patate, le cipolle, l'acqua e una noce di burro. Salare leggermente e portare a bollore. Aggiungere i gambi degli asparagi. Cuocere per circa 30-40 minuti, a calore moderato (oppure per 15-20 minuti in pentola a pressione). Frullare almeno parzialmente.
    Aggiungere le punte e cuocere per 5 minuti.
    Aggiungete il parmigiano e un po' di prezzemolo.

    Ancora dati contro il consumo della carne rossa

    Sono appena stati pubblicati i dati dell'ennesima ricerca americana sui consumi alimentari . (Archives of internal medicine, vol. 169 (6): 562-571) .
    Questa volta sono state studiate 500.000 persone tra i 50 e i 71 anni ed è stata valutata la percentuale di mortalità in 10 anni. Eliminando tutte le interferenze possibili (es. fumo, attività fisica, obesità, farmaci o terapie di altro genere...) i dati sono molto chiari: il consumo di carne rossa aumenta il rischio di mortalità sia per patologie cardiovascolari (leggi malattie di cuore o circolatorie) che per tumori.
    E non stiamo parlando di porzioni americane: l'aumento è dose dipendente (cioè più carne si mangia, più aumenta il rischio) e si vede già con un consumo medio di 40 g al giorno circa (come dire circa 2 fettine alla settimana). Un effetto analogo si ha con il consumo di carne conservata (leggi wurstel, salumi, carne in scatola, affettati in genere....). Ovviamente in questo caso il confronto con i prodotti in commercio in Italia è azzardato: da noi si possono trovare prodotti qualitativamente migliori (pensando a certi prosciutti) fatti con carne migliore e con meno additivi chimici. Comunque bastano circa 60 g alla settimana per aumentare i rischi e più se ne consuma, peggio è.
    Bisogna stare attenti a leggere questi dati. Questi tipi di ricerche ci aiutano a capire dove stanno i problemi, non a individuare i meccanismi e gli effetti reali. Come dire "la Pontina ha molti più incidenti dell'Aurelia", ma non spiega se gli incidenti sono dovuti alle buche, alle troppe macchine che la percorrono, alla mancanza di adeguata delimitazione delle corsie o alla responsabilità dei conducenti. Così, come per diminuire la mortalità stradale occorre capire dove e quando è più alta, poi individuare le cause con precisione, anche queste ricerche devono essere seguite da studi approfonditi sui meccanismi delle malattie e sulla qualità degli alimenti. Inoltre ci sono condizioni (anche se poche) in cui il consumo di carne rossa non può o non deve essere evitato.
    Il messaggio di questa analisi americana sul consumo di carne rossa è rafforzato però dal fatto che il consumo medio di carne bianca fino a circa 1/2 kg la settimana non sembra avere nessun effetto.
    Si conferma quindi quello che le linee guida suggeriscono da anni: una porzione di carne rossa una volta alla settimana, carne bianca o pesce più volte alla settimana.
    Bella scoperta dirà qualcuno!
    Ma le teorie, in scienza, devono essere dimostrate dai dati, non bastano le abitudini, le fedi o le chiacchiere.

    Settimana per la riduzione del consumo del sale

    Abituata come sono ad usare il sale solo per l'acqua della pasta, per i brodi e per le cotture al vapore avevo sottovalutato l'iniziativa a cui ha aderito anche la SINU.
    Soprattutto non avevo considerato l'impatto che può avere l'uso del sale nella ristorazione pubblica.
    Devo ammettere che l'eccesso di sale è un problema per quasi tutti i miei pasti "fuori casa": la scelta degli alimenti in mensa, dove salavano ahimè anche il sugo per la pasta, era limitata; in pizzeria o al bar mi trovo costretta ad evitare il prosciutto, per me troppo salato e molti tipi di formaggi mentre al ristorante cerco alimenti in cui gli interventi del cuoco siano limitati.
    Per cui, dopo una prima prova, evito i ristoranti, le pizzerie e le mense in cui ritengo eccessivo l'uso del sale oppure mi fermo a un primo assaggio e rinuncio ad altri piatti.
    Questo non per motivi di salute, ho la pressione bassa e un po' di sale non guasterebbe, ma perché dopo essermi abituata, mi accorgo che il sale copre il gusto dell'alimento, invece di valorizzarlo. Non sono un'integralista "antisale", ma non vedo il motivo di aggiungerlo dove non è necessario. Il piatto buono è buono se ha ingredienti che hanno sapore, non se sanno di sale!
    Sono consapevole però che quello che per me è "troppo sale" per molti è normale: i miei invitati lo sanno e, pazientemente, si salano l'insalata, la carne o il pesce sapendo che io non li salo e in mensa non ho mai protestato per l'eccesso di sale, a differenza dell'eccesso di altri condimenti.
    Non mi aspettavo però, quello che mi è successo domenica scorsa in una trattoria romana.
    Ho scelto una pasta cacio e pepe (dove, essendoci formaggio salato di suo e pepe in abbondanza non avrebbe dovuto essere aggiunto altro sale), agnello a scottadito (se proprio si vuole aggiungerne....) e insalata mista. Basta dire, per esempio, che su quest'ultimo piatto il sale era tanto da essere visibile ad occhio nudo anche ad una presbite come me..... E nel cestino, insieme al pane, pizza bianca, che per definizione non è sciapa.
    Convinta della buona fede del ristoratore, credo che tornerò a dirglielo.
    Non so se questo posto, che qualche anno fa era affollatissimo, fosse deserto per questo motivo o per la crisi economica. Sicuramente credo di aver ingerito in un pasto solo tutto il sale che in genere ingerisco in una settimana o forse in un mese.
    Allora mi domando: perché?
    Se un cuoco esagera col sale, secondo me, è per coprire un alimento senza gusto. Ma non era il suo caso, la carne era tenera e buona. Oppure per costringermi a bere più del necessario, ma dovendo mettermi alla guida, sono comunque costretta a fermarmi dopo il secondo bicchiere di vino (che già per una donna del mio peso, sarebbe oltre i limiti!!).
    E allora che cosa ci guadagna? Sicuramente perde un cliente (anzi due, perché mio marito, essendo iperteso, del sale deve proprio fare a meno!). Se alla crisi ci si aggiunge anche questo, per me molti ristoranti possono chiudere!!
    In fondo se un cliente ha "bisogno" di sale, può aggiungerlo personalmente. Oppure può aggiungere formaggio grana e pecorino sulla pasta, già ricchi di sale.
    Ma nessuno può più togliere il sale aggiunto prima di andare in tavola.
    I cuochi, che vogliono farsi apprezzare, ci riflettano......

    Dolcificanti: nuovi dati o vecchi dubbi?

    Sull'ultimo numero di AJCN è comparso l'ennesimo articolo sui dolcificanti artificiali. Ne parlo solo perché molto spesso incontro persone che fanno uso di questi prodotti credendo di fare una scelta vantaggiosa per la loro salute.
    Questo articolo (o meglio quanto è esposto nel riassunto iniziale) è molto chiaro: "L'aggiunta di dolcificanti alla dieta non da nessun beneficio per la perdita di peso o per la riduzione di aumento di peso se non sono presenti restrizioni alimentari. Sono sorte preoccupazioni, sia da lungo tempo che recentemente, sul fatto che l'introduzione dei dolcificanti nella dieta stimoli l'apporto energetico e contribuisca all'obesità" (se volete leggerlo, cliccate il logo).

    Naturalmente c'è sempre chi mi assicura "io uso solo zucchero di canna" (ignorando il fatto che lo zucchero di canna, se non è integrale, ha le stesse calorie dello zucchero a parità di peso). Salvo poi usare bibite zero calorie (con dolcificante), yogurt light (dolcificati con aspartame), merendine senza zucchero (dolcificate con chissàchecosa), caramelle senza zucchero e via dicendo.
    Per cui, a meno che non ve l'abbia prescritto il medico, evitate i dolcificanti.
    Non è necessario passare da 4 a zero cucchiaini di zucchero nel caffè da un giorno all'altro: calate gradualmente, ma fatelo ed evitate i dolcificanti (che tra l'altro spesso danno un gusto artefatto agli alimenti).
    Ora che sono finite le feste natalizie: evitate i dolci e dolcetti fino a carnevale (festeggiare l'ultima settimana può bastare), evitate sempre le bibite (tranne nelle occasioni particolari). Per quanto riguarda gli yogurt, avete mai provato quelli bianchi non zuccherati aggiungendo frutta fresca (es. clementine o arance rosse) oppure con un cucchiaio di miele o di muesli o di uvetta o di marmellata senza zucchero?
    Abituarsi alla dolcezza propria degli alimenti, diminuendo lo zucchero extra, abitua ad apprezzare il gusto naturale, senza introdurre nella nostra alimentazione sostanze di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine.

    Tutti abbiamo avuto uno zio "strano" in famiglia....

    ...il mio si chiamava "zio Cinto" e, se ricordo bene, era il fratello del mio bisnonno.
    Io non l'ho mai conosciuto, ma quando, da bambini, non ci sbrigavamo a vuotare il piatto e a finire il pranzo, ci minacciavano "non fare come lo zio Cinto". E ogni tanto ci raccontavano di alcune sue abitudini considerate strane.
    Ho ripensato a lui, dopo tanti anni, leggendo su GInews la storia di Uncle Percy perché, come lui, aveva l'abitudine di masticare ogni boccone 33 volte. Ho scoperto che non era un caso isolato, ma una vera e propria scuola di pensiero che ora viene rivalutata.
    I soliti americani (che ve lo dico a fare!) hanno dimostrato che seguendo questo consiglio (oltre al trucco di appoggiare la posata tra un boccone e l'altro) 30 ragazze hanno spontaneamente mangiato meno (circa 70 calorie, sono circa il 10% del pasto proposto), ma soprattutto sentendosi più sazie e più soddisfatte.
    Aveva ragione lo zio Cinto? Tra l'altro credo che sia stato uno dei pochi uomini della famiglia a non morire di malattie cardiache.
    Lo zio Cinto sosteneva anche che l'insalata andava mescolata 17 volte, almeno così mi ricordo. Forse anche in questo non aveva tutti i torti: se si mescola meglio, si può usare meno olio perchè si distribuisce più regolarmente. Non ho ancora trovato un americano che ci ha fatto uno studio scientifico, potremmo provarci in Italia.

    Un modo diverso di fare attività fisica all'aperto.

    Ricevo da un amico la proposta che vi giro, è un'idea diversa dalle solite per fare quell'attività fisica tanto raccomandata. 
    Dai suoi racconti sembra anche divertente ed efficace!
    Nordic Walking
    Tonifica la muscolatura, corregge la postura, favorisce il dimagrimento, contribuisce allo stato di salute generale
    È una attività sportiva abbastanza giovane, nata nel nord Europa come allenamento per gli sciatori di fondo in stagioni senza neve.
    Gli ultimi perfezionamenti risalgono alla metà degli anni novanta e oggi si diffonde come attività fisica per chi voglia mantenersi in “movimento”, senza avere la necessità di allenamenti impegnativi e senza dover spendere capitali in attrezzature tecniche specifiche.
    Rispetto alla normale camminata, il Nordic Walking permette, col solo ausilio di appositi “bastoncini” (unica “attrezzatura” indispensabile), di muovere il 90 % dei muscoli, di ridurre il carico alle articolazioni ed alla spina dorsale, aumentando contemporaneamente il consumo calorico.
    Il Nordic Walking, come altri stili di camminata, si presta a qualsiasi ambiente: la spiaggia, i boschi, la montagna ed anche la città.
    L’ampio coinvolgimento muscolare rende questa attività adatta a chi vuole completare e/o alternare allenamenti per altri sport, ma anche per chi vuole semplicemente perdere qualche chiletto con del sano movimento all’aria aperta, senza estenuanti sedute in palestra.
    Mi chiamo Giorgio e sono istruttore appunto di Nordic Walking.
    Se siete curiosi di saperne di più potete contattarmi e, oltre a rispondere alle vostre domande, potremmo concordare un incontro per una prova, penserò io a mettervi a disposizione i necessari bastoncini.
    Se volete, date un occhiata al sito della nostra organizzazione romana www.nordicwalkingroma.it 
    Giorgio Venturini  Tel.: 329 0683410
     mail: giove54@gmail.com

    Giornata Mondiale del Diabete

    Non so perchè il mese di Novembre attragga tutte queste manifestazioni, ma non posso sottrarmi all'occasione di dire la mia anche per la Giornata Mondiale del Diabete.

    Sono notizie ultranote: il numero dei diabetici è in continuo aumento e entro vent'anni colpirà una persona su tre. Si parla soprattutto del diabete di tipo 2, detto abitualmente "alimentare".

    Anche in questo caso la prima soluzione è la prevenzione. Sarò noiosa, ma una volta che le analisi del sangue segnalano dei valori anomali di glicemia, diventa molto più difficile gestire la situazione sia con la dieta che con le terapie. I diabetici sono infatti tra le persone più refrattarie al controllo alimentare: sicuramente è la causa della loro malattia, ma in certa misura ne è anche l'effetto. Per cui, è meglio intervenire prima.

    Ma chi deve intervenire?

    Innanzitutto coloro che hanno un familiare diretto (genitori, nonni, zii e fratelli) con il diabete di tipo 2. Ma gli altri non si sentano sicuri. Basta fare il test sul sito "DiabeteNoGrazie" per avere un'idea del nostro rischio individuale. I fattori principali: età, peso, attività fisica. Non c'è altro!

    Fortunatamente su questi fattori ,eccetto l'età :-( , si può intervenire.

    L'attività fisica e una sana alimentazione aiutano a controllare il peso e i livelli di glicemia.

    A chi vuole prevenire il rischio si consiglia:

    • limitare lo zucchero (bianco o di canna non cambia), man mano che ci si abitua diventerà spontaneo diminuire il consumo dei dolci

    • preferire alimenti integrali o comunque ricchi di fibre

    • 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno (In alcuni casi particolari il medico potrà sconsigliare alcuni tipi di frutta o di verdura, ma chiedetelo a lui, prima di eliminarli)

    • evitare grassi animali e grassi idrogenati cioè poco burro, margarina, ma anche carne grassa, salumi e formaggi.

    • mangiare pesce almeno 2 volte la settimana

    • fare pasti regolari ed equilibrati: mai saltare un pasto o pranzare con un gelato o un'insalata, combinare in ogni pasto pane o pasta, frutta e verdura e una fonte di ricca di proteine come latticini, carne, pesce, legumi, affettati.

    Siti con informazioni più dettagliate, ce ne sono a decine, ma il consiglio è sempre: prima di qualsiasi intervento diverso da quelli che ho elencato, consultate un medico di vostra fiducia.


    Giornata del cancro: io non posso che parlare di prevenzione

    Naturalmente la cucina americana non è mai stata il mio modello: anche se una mia cliente mi ha beccato ad una fiera mentre mangiavo un Hot Dog, è stata solo la trasgressione di un momento. Però molte abitudini americane si stanno diffondendo anche da noi, per cui uniamo l'abitudine di consumare salumi (salame, mortadella, prosciutto, speck) a quella mangiare wurstel, salciccia e altri formati di carni processate (aumentano ogni giorno sui banchi del supermercato prodotti di vario genere e tipo).
     Considerando la facilità di preparazione di questi alimenti (da frigo alla tavola in pochi minuti) risolvono spesso più pasti alla settimana.Sappiamo bene che questi tipi di carne  oltre al colesterolo e ai grassi animali che fanno parte della composizione "naturale", sono ricchi di sale (si chiamano salumi anche per questo) e spesso di conservanti  e additivi.  Tra questi,  alcuni prodotti riconosciuti come cancerogeni.
    Dati pubblicati negli anni scorsi, mostrano come tra gli ammalati di tumore al pancreas ci sono molti grandi consumatori di questi alimenti (almeno 5 pasti la settimana), ma altri studi possono allargare l'associazione ad altri tipi di tumore.
    Negli Stati Uniti è partita una campagna per togliere dalle mense scolastiche questi alimenti, per proteggere i bambini.
    In Italia riusciamo ad trovare prodotti con pochi conservanti e additivi. Basta leggere attentamente l'etichetta ed cercare i prodotti con meno ingredienti dichiarati. 
    Inoltre ricordiamoci che la porzione consigliata dalle linee guida
     

    è di 50 g e non, come ci piacerebbe, un etto e che il consumo non deve essere quotidiano, sia per i bambini che per gli adulti. Insomma meno e di migliore qualità, come sempre.
    E' dura, ma se serve a prevenire il tumore, ne vale la pena.

    La giornata delle verdure

    Mi sembra una buona idea della "Fondazione Louis Bonduelle" in Francia (che naturalmente ha il suo vantaggio, non si può negare).
    Partendo da uno schema che evidentemente esiste anche  in Francia ed è simile al nostro "giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa...." hanno proposto "MARTEDI' VERDURA" un'iniziativa diretta sia alle famiglie che alla ristorazione collettiva e ai ristoratori.
    La campagna mi sembra divertente, anche perchè il loro sito (Le jour du legume) propone tante nuove ricette di verdure con lo slogan "Il martedì è il giorno della verdura e tutto è permesso tranne la noia". Cercherò di spulciarle e di pubblicarne qualcuna (anche se il mio francese comincia ad essere un po' arrugginito).Aggiungi immagine
    Ci sarà in Italia qualcuno che riprenderà l'iniziativa? Magari un ente pubblico o una associazione senza fini di lucro...
    Intanto si potrebbe cominciare da casa nostra.

    Cereali a colazione

    Con l'inizio dell'anno scolastico si fa più pressante la pubblicità per i prodotti per la prima colazione. Ottima abitudine.
    Ormai, nell'immaginario di molti la colazione sana per eccellenza è costituita da latte e cereali.
     
    I cereali sono considerati più comodi di pane e marmellata o pane e miele  (concordo, spalmare qualsiasi cosa alle 6.30 del mattino è un'operazione ad alto rischio di contaminazione dell'ambiente circostante), ma più sani dei frollini o delle merendine.
    Sorpresa! 
    Un'inchiesta di "Consumers International" riportata in Italia  da "Altroconsumo" analizza la composizione di numerose marche di cereali, scoprendo inattese quantità di grassi, zucchero e persino sale. 
    Nel test sono stati confrontati tra loro solo i cereali "per bambini", ma confonti simili possono essere fatti anche per i cereali integrali (quelli pubblicizzati da signorine giovani e magre) e dal muesli (le miscele di cereali e frutta secca). Questi prodotti hanno, in genere, un indice glicemico più basso, vale a dire che gli zuccheri vengono assorbiti più lentamente e danno un senso di sazietà che dura più a lungo rispetto ai cereali "semplici".
    Qualsiasi siano i motivi per cui consumate questi prodotti: attenzione agli ingredienti, alla tabella delle calorie e alle quantità (gli stessi produttori che negli spot mostrano scodellone di cerali, consigliano porzioni molto più ridotte). 
    Scegliete prodotti non addizionati con zucchero (neanche di canna) e con sale e che contengano buone quantità di fibre (come alcuni tipi di muesli). Se sono veramente integrali, cioè oltre alle fibre contengono tutti i minerali, gli oli e le vitamine di solito presenti solo nei prodotti biologici, meglio ancora. 

    Obesity Day

    Ogni anno, l' Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica , propone una giornata di sensibilizzazione sul controllo del peso, offrendo visite gratuite, ma soprattutto un occasione di riflessione pubblica sull'argomento.
    Il tema di quest'anno è: "Un peso mantenuto regolare è la soluzione giusta per la salute", come dire "non aspettiamo di essere obesi per preoccuparci, ma affrontiamo il problema prima". 
    Nessuno può negare che la prevenzione sia la strategia più efficace: la maggior parte di noi sa bene che è più facile non prendere troppi chili, piuttosto che perderli. 
    Ma la parola chiave è "salute": deve essere un peso tale da mantenerci in salute, da tutti i punti di vista. Non esiste un peso ideale (non quello dei nostri 18 anni, tanto meno quello dei nostri sogni), ma un peso che ci garantisce una condizione di benessere fisico, psicologico e una buona qualità di vita.
    Se per raggiungere questo peso siamo costretti a sforzi sovraumani, dobbiamo farci qualche domanda se sia davvero il peso giusto (non possiamo pensare di avere tutti la stessa corporatura) , se sbagliamo metodo (per. es.  privandoci di alimenti indispensabili e esagerando con altri dannosi) oppure se è il momento di occuparci del nostro peso o di dare spazio nella nostra vita ad altre cose  (es. sport, divertimenti, attività fisica, nuove amicizie).


    Un mega studio conferma l'efficacia della dieta mediterranea

    E' stata pubblicata sul BMJ di questa settimana (British Medical Journal) una meta-analisi (vuol dire che invece di fare nuovi esperimenti si rielaborano dati provenienti da altri lavori pubblicati, scelti accuratamente) che valuta l'effetto preventivo della dieta mediterranea nei confronti di numerose malattie croniche. 
    I risultati, e questa volta sono risultati e non ipotesi o consigli o previsioni, non lasciano dubbi. 
    I dati raccolti su oltre 1500000 di persone provenienti da tutto il mondo dimostrano che quelli che aderiscono ad una dieta mediterranea hanno quasi il 10% in meno di mortalità per malattie cardiovascolari e per tumore, ma anche minore comparsa di Parkinson e Alzheimer. 
    Qual'è la novità?  Intanto i numeri: basta pensare che per dimostrare l'attività di un farmaco (e quindi consigliarne la prescrizione) basta un'efficacia dieci se non cento volte più bassa (un aumento di sopravvivenza dello 0.1% farebbe la fortuna di
     certi prodotti). 
    Inoltre è il primo studio "moderno" che prende in considerazione la dieta nel complesso, e non i singoli alimenti (pane, olio, vino, legumi,...) e l'efficacia in aree geografiche molto diverse tra loro.
    Che cosa interessa a noi? 
    • Una conferma, per chi avesse dei dubbi.
    • Uno stimolo, per chi sogna di poter vivere a pane e burro.
    • Una speranza, per chi ha familiarità per malattie di cuore, Parkinson e Alzheimer.