Con l'apertura di facebook ho pensato che sia molto più utile mettere in evidenza le decine di ricette che i professionisti della cucina pubblicano quotidianamente, scegliendo quelli adatti ad un'alimentazione sana.
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Con l'apertura di facebook ho pensato che sia molto più utile mettere in evidenza le decine di ricette che i professionisti della cucina pubblicano quotidianamente, scegliendo quelli adatti ad un'alimentazione sana.
Aguglia alla sicula
L'aguglia è un pesce comune nel mediterraneo, ma la stessa ricetta può essere applicata a molti tipi di pesce azzurro.
Non dimentichiamo che il pesce, fonte di vitamina D e di grassi omega3, è uno dei protagonisti della dieta mediterranea.
Ingredienti e dosi per 4 persone
1 aguglia di 300 g
200 g di pomodori pachino
20 g di olive nere
20 g di olive verdi
20 g di capperi (meglio sotto sale e ben sciacquati)
1 spicchio di aglio
Olio d'oliva extra-vergine
Prezzemolo
Trovate la ricetta, facilissima, su Cucinaremeglio
La Scuola di Ancel
Da domani saremo in linea!
Condire l'insalata
- Il condimento ideale, nutrizionalmente parlando, è a base di olio: non c'è nessun motivo ragionevole per scegliere presunti condimenti "light" a base di yogurt o di panna vegetale o di grassi di origine incerta. Sono prodotti utili per coloro che, abituati a condire l'insalata con panna e grassi animali, cercano una soluzione alternativa. Chi apprezza il condimento mediterraneo deve continuare a condire con olio.
- Non esiste un olio con meno calorie: esiste l'olio buono (spremuto a freddo, extravergine,..) che, pur in piccola quantità, ha più gusto. Ma se questo non è apprezzato, la scelta può ricadere su oli meno "forti".
- Il condimento, oltre ad insaporire (che comunque è l'aspetto principale), serve per aiutare l'assimilazione di nutrienti presenti nel pasto, oltre che per il corretto funzionamento dell'intestino: per cui, prima di fare la scelta di non usare più olio o condimenti, è meglio parlarne con un nutrizionista o un medico.
- Oltre all'olio, possono essere aggiunti aceto, aceto balsamico, aceto di mele, limone o altri agrumi: per condire in maniera omogenea possono essere miscelati all'olio nella ciotola prima di aggiungere l'insalata o nel cucchiaio.
- Per avere un'insalata che soddisfa il gusto, è necessario partire da materie prime fresche: il condimento può esaltare, ma non dare sapore a vegetali che non sanno di niente. Sembra banale, ma spesso si esagera con i condimenti (soprattutto olio e sale) perchè si utilizzano prodotti preconfezionati e prelavati. Nessuna intenzione di criminalizzarli: sono utilissimi, ma ogni tanto regalatevi un'insalata vera (che costa anche meno)!
- Non esiste un'insalata "sterile": lavarla con amuchina o simili, fa perdere solo nutrienti. Se siete soggetti immunodepressi (per malattie croniche o per cure in corso) o in gravidanza, rinunciateci. Altrimenti lavatela bene con acqua e lasciate lavorare il vostro sistema immunitario.
SETTIMANA NAZIONALE PER LA PREVENZIONE ONCOLOGICA
Ovviamente se trovate il banchetti della LILT potete acquistare l'olio e avrete il fasciolo a stampa!
Una dieta sana è costosa
Questa è una leggenda che circola anche tra i colleghi: con i tempi che corrono le persone faticano a stare a dieta perché si spende di più al supermercato.A parte l'osservazione banale che meglio spendere in cibi sani che in medicine, questa affermazione potrebbe essere parzialmente vera.
Sicuramente una busta di wurstel costa meno di una fettina (e può essere più gradita ai bambini) e meno ancora del pesce, sicuramente la verdura surgelata costa e se fresca richiede tempo per la preparazione, sicuramente i biscotti integrali o comunque "di qualità" costano più di un panettone, ma proviamo a ragionare con calma.
* Carne - In un regime alimentare equilibrato, viene inserita 2-3 volte la settimana e in porzioni che non superano quasi mai i 150 g. E nella maggior parte dei casi si preferisce carne bianca, meno costosa.
* Pesce - Questa è l'unica obiezione vera: il pesce costa, quello poco costoso è spesso difficile da pulire o è pieno di spine, per cui non gradito ai ragazzi. Oppure bisogna acquistare filetti di pesce che vengono dall'altro capo del mondo e di cui ci fidiamo poco. In realtà spesso troviamo pesce di allevamento in offerta, basta prenderne per due volte e surgelare quello che non si consuma. Ma anche alternare pesce fresco con quello surgelato, spesso buono ma meno affidabile, e fare attenzione alla stagionalità del pesce, che garantisce prezzi minori e qualità migliore.
Il pesce in scatola (tonno, sardine, sgombri, salmone,....) può essere un'alternativa economica, se si evita di consumarlo troppo frequentemente.
* Legumi - Carne e pesce possono essere sostituiti, almeno 2-3 volte alla settimana con i legumi: vogliamo confrontare il costo di pasta e ceci, riso e lenticchie, zuppa di fagioli con quello di una porzione di carne? E infatti ieri al supermercato lo scaffale dei legumi era quasi vuoto...
* Uova - Spesso ce ne dimentichiamo: ma due uova alla settimana sono consentite quasi a tutti, bisogna solo imparare a cucinarle senza esagerare con i condimenti.
* Torte, biscotti, dolci - Non sono una fans del ritorno al ciambellone: è più sano dei biscotti, ma anche più buono e se ne mangia di più! Riuscendo a controllarsi, sicuramente costa di meno dei biscotti. Se poi si usa una farina integrale, è anche più sano. Stessa cosa vale per la pizza fatta in casa (tra l'altro tante persone intolleranti al lievito si sono accorti che è meglio tollerata di quella di pizzeria, perché si può fare lievitare meglio) o il pane fatto con quelle macchinette. Tra l'altro non c'è nessuna "legge dietologica" che vieta di sostituire le fette biscottate con in pane: anzi è più saziante.
* E poi vogliamo parlare di condimenti (cominciate a contare i cucchiai di olio che usate e vedete quando vi dura la bottiglia, riservatela la pancetta o il guanciale ai pasti speciali....), formaggi (si usano facilmente a fine pasto, ma non sono certo economici...), affettati e salumi (controllate le linee guida, e vedrete che potete calare le porzioni), bibite (inutili), succhi di frutta, alcolici (ne basta un bicchiere a pasto).
* E infine, controllando le porzioni all'acquisto ci sono meno avanzi in frigorifero e meno sprechi, aumentando frutta e verdura di stagione possiamo evitare integratori di vitamine e fibre, evitando di comprare dolci, cioccolato, patatine e nutella saremo meno tentati di mangiarne (attenzione a certi prodotti economici, ma di qualità discutibile!).
Chi ha paura del maiale?


Primavera? Asparagi!
Questa l'ho fatta per Pasqua.
Pasta con asparagi e zafferano
Ingredienti (per 4 persone):
Farfalle (o pasta corta) 300 g, Ricotta 50 g; Asparagi verdi 300 g; Parmigiano Reggiano grattugiato 50g; Scalogno 10g; Olio extravergine di oliva 2 cucchiai; Zafferano1 bustina; Sale q. b.; Pepe q. b.;
Preparazione:
Lessare gli asparagi, dopo averli puliti ed eliminato la parte bianca. (Io li ho legati e li ho messi in piedi nella pentola per la cottura della pasta, in modo che l'acqua coprisse solo la parte più robusta dei gambi.)
Tolti gli asparagi aggiungere lo zafferano e la pasta.
Tagliare le punte e metterle da parte, rosolare lo scalogno in padella con l'olio, unire i gambi asparagi e cuocere per un paio di minuti a fuoco vivace per insaporirli.
Frullare ed aggiungere la ricotta.
Condire la pasta con gli asparagi frullati, aggiungere le punte.
Vi sarete già accorti che sono una fans delle minestre: soprattutto in questa stagione aiutano ad integrare liquidi e sali. Sono ideali soprattutto per quelli che, come me, bevono poco. Inoltre danno un senso di sazietà maggiore rispetto alle verdure lessate. Per cui vorrei provare anche questa. Il burro può essere sostituto dall'olio, ma è talmente poco che credo non faccia danni.
Minestra di asparagi e patate
Ingredienti:
Asparagi (1 mazzo), 4 patate, 1 cipolla bianca, acqua (almeno 1 litro), burro, parmigiano grattugiato, prezzemolo
Procedimento:
Sbucciare le patate e tagliarle a tocchetti e affettare la cipolla.
Pelare gli asparagi, rimuovere la parte finale e separare le punte. Tagliare i gambi a tocchetti.
Unire le patate, le cipolle, l'acqua e una noce di burro. Salare leggermente e portare a bollore. Aggiungere i gambi degli asparagi. Cuocere per circa 30-40 minuti, a calore moderato (oppure per 15-20 minuti in pentola a pressione). Frullare almeno parzialmente.
Aggiungere le punte e cuocere per 5 minuti.
Aggiungete il parmigiano e un po' di prezzemolo.
Ancora dati contro il consumo della carne rossa
E non stiamo parlando di porzioni americane: l'aumento è dose dipendente (cioè più carne si mangia, più aumenta il rischio) e si vede già con un consumo medio di 40 g al giorno circa (come dire circa 2 fettine alla settimana). Un effetto analogo si ha con il consumo di carne conservata (leggi wurstel, salumi, carne in scatola, affettati in genere....). Ovviamente in questo caso il confronto con i prodotti in commercio in Italia è azzardato: da noi si possono trovare prodotti qualitativamente migliori (pensando a certi prosciutti) fatti con carne migliore e con meno additivi chimici. Comunque bastano circa 60 g alla settimana per aumentare i rischi e più se ne consuma, peggio è.
Bisogna stare attenti a leggere questi dati. Questi tipi di ricerche ci aiutano a capire dove stanno i problemi, non a individuare i meccanismi e gli effetti reali. Come dire "la Pontina ha molti più incidenti dell'Aurelia", ma non spiega se gli incidenti sono dovuti alle buche, alle troppe macchine che la percorrono, alla mancanza di adeguata delimitazione delle corsie o alla responsabilità dei conducenti. Così, come per diminuire la mortalità stradale occorre capire dove e quando è più alta, poi individuare le cause con precisione, anche queste ricerche devono essere seguite da studi approfonditi sui meccanismi delle malattie e sulla qualità degli alimenti. Inoltre ci sono condizioni (anche se poche) in cui il consumo di carne rossa non può o non deve essere evitato.
Si conferma quindi quello che le linee guida suggeriscono da anni: una porzione di carne rossa una volta alla settimana, carne bianca o pesce più volte alla settimana.
Bella scoperta dirà qualcuno!
Ma le teorie, in scienza, devono essere dimostrate dai dati, non bastano le abitudini, le fedi o le chiacchiere.
Settimana per la riduzione del consumo del sale
Devo ammettere che l'eccesso di sale è un problema per quasi tutti i miei pasti "fuori casa": la scelta degli alimenti in mensa, dove salavano ahimè anche il sugo per la pasta, era limitata; in pizzeria o al bar mi trovo costretta ad evitare il prosciutto, per me troppo salato e molti tipi di formaggi mentre al ristorante cerco alimenti in cui gli interventi del cuoco siano limitati.
Per cui, dopo una prima prova, evito i ristoranti, le pizzerie e le mense in cui ritengo eccessivo l'uso del sale oppure mi fermo a un primo assaggio e rinuncio ad altri piatti.
Questo non per motivi di salute, ho la pressione bassa e un po' di sale non guasterebbe, ma perché dopo essermi abituata, mi accorgo che il sale copre il gusto dell'alimento, invece di valorizzarlo. Non sono un'integralista "antisale", ma non vedo il motivo di aggiungerlo dove non è necessario. Il piatto buono è buono se ha ingredienti che hanno sapore, non se sanno di sale!
Sono consapevole però che quello che per me è "troppo sale" per molti è normale: i miei invitati lo sanno e, pazientemente, si salano l'insalata, la carne o il pesce sapendo che io non li salo e in mensa non ho mai protestato per l'eccesso di sale, a differenza dell'eccesso di altri condimenti.
Non mi aspettavo però, quello che mi è successo domenica scorsa in una trattoria romana.
Ho scelto una pasta cacio e pepe (dove, essendoci formaggio salato di suo e pepe in abbondanza non avrebbe dovuto essere aggiunto altro sale), agnello a scottadito (se proprio si vuole aggiungerne....) e insalata mista. Basta dire, per esempio, che su quest'ultimo piatto il sale era tanto da essere visibile ad occhio nudo anche ad una presbite come me..... E nel cestino, insieme al pane, pizza bianca, che per definizione non è sciapa.
Convinta della buona fede del ristoratore, credo che tornerò a dirglielo.
Non so se questo posto, che qualche anno fa era affollatissimo, fosse deserto per questo motivo o per la crisi economica. Sicuramente credo di aver ingerito in un pasto solo tutto il sale che in genere ingerisco in una settimana o forse in un mese.
Allora mi domando: perché?
Se un cuoco esagera col sale, secondo me, è per coprire un alimento senza gusto. Ma non era il suo caso, la carne era tenera e buona. Oppure per costringermi a bere più del necessario, ma dovendo mettermi alla guida, sono comunque costretta a fermarmi dopo il secondo bicchiere di vino (che già per una donna del mio peso, sarebbe oltre i limiti!!).
E allora che cosa ci guadagna? Sicuramente perde un cliente (anzi due, perché mio marito, essendo iperteso, del sale deve proprio fare a meno!). Se alla crisi ci si aggiunge anche questo, per me molti ristoranti possono chiudere!!
In fondo se un cliente ha "bisogno" di sale, può aggiungerlo personalmente. Oppure può aggiungere formaggio grana e pecorino sulla pasta, già ricchi di sale.
Ma nessuno può più togliere il sale aggiunto prima di andare in tavola.
I cuochi, che vogliono farsi apprezzare, ci riflettano......
Dolcificanti: nuovi dati o vecchi dubbi?

Naturalmente c'è sempre chi mi assicura "io uso solo zucchero di canna" (ignorando il fatto che lo zucchero di canna, se non è integrale, ha le stesse calorie dello zucchero a parità di peso). Salvo poi usare bibite zero calorie (con dolcificante), yogurt light (dolcificati con aspartame), merendine senza zucchero (dolcificate con chissàchecosa), caramelle senza zucchero e via dicendo.Per cui, a meno che non ve l'abbia prescritto il medico, evitate i dolcificanti.
Ora che sono finite le feste natalizie: evitate i dolci e dolcetti fino a carnevale (festeggiare l'ultima settimana può bastare), evitate sempre le bibite (tranne nelle occasioni particolari). Per quanto
Abituarsi alla dolcezza propria degli alimenti, diminuendo lo zucchero extra, abitua ad apprezzare il gusto naturale, senza introdurre nella nostra alimentazione sostanze di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine.
Tutti abbiamo avuto uno zio "strano" in famiglia....

Io non l'ho mai conosciuto, ma quando, da bambini, non ci sbrigavamo a vuotare il piatto e a finire il pranzo, ci minacciavano "non fare come lo zio Cinto". E ogni tanto ci raccontavano di alcune sue abitudini considerate strane.
Ho ripensato a lui, dopo tanti anni, leggendo su GInews la storia di Uncle Percy perché, come lui, aveva l'abitudine di masticare ogni boccone 33 volte. Ho scoperto che non era un caso isolato, ma una vera e propria scuola di pensiero che ora viene rivalutata.
I soliti americani (che ve lo dico a fare!) hanno dimostrato che seguendo questo consiglio (oltre al trucco di appoggiare la posata tra un boccone e l'altro) 30 ragazze hanno spontaneamente mangiato meno (circa 70 calorie, sono circa il 10% del pasto proposto), ma soprattutto sentendosi più sazie e più soddisfatte
.Aveva ragione lo zio Cinto? Tra l'altro credo che sia stato uno dei pochi uomini della famiglia a non morire di malattie cardiache.
Lo zio Cinto sosteneva anche che l'insalata andava mescolata 17 volte, almeno così mi ricordo. Forse anche in questo non aveva tutti i torti: se si mescola meglio, si può usare meno olio perchè si distribuisce più regolarmente. Non ho ancora trovato un americano che ci ha fatto uno studio scientifico, potremmo provarci in Italia.
Un modo diverso di fare attività fisica all'aperto.
Ricevo da un amico la proposta che vi giro, è un'idea diversa dalle solite per fare quell'attività fisica tanto raccomandata. - Nordic Walking
- Tonifica la muscolatura, corregge la postura, favorisce il dimagrimento, contribuisce allo stato di salute generale
- È una attività sportiva abbastanza giovane, nata nel nord Europa come allenamento per gli sciatori di fondo in stagioni senza neve.
- Gli ultimi perfezionamenti risalgono alla metà degli anni novanta e oggi si diffonde come attività fisica per chi voglia mantenersi in “movimento”, senza avere la necessità di allenamenti impegnativi e senza dover spendere capitali in attrezzature tecniche specifiche.
- Rispetto alla normale camminata, il Nordic Walking permette, col solo ausilio di appositi “bastoncini” (unica “attrezzatura” indispensabile), di muovere il 90 % dei muscoli, di ridurre il carico alle articolazioni ed alla spina dorsale, aumentando contemporaneamente il consumo calorico.
- Il Nordic Walking, come altri stili di camminata, si presta a qualsiasi ambiente: la spiaggia, i boschi, la montagna ed anche la città.
- L’ampio coinvolgimento muscolare rende questa attività adatta a chi vuole completare e/o alternare allenamenti per altri sport, ma anche per chi vuole semplicemente perdere qualche chiletto con del sano movimento all’aria aperta, senza estenuanti sedute in palestra.
- Mi chiamo Giorgio e sono istruttore appunto di Nordic Walking.
- Se siete curiosi di saperne di più potete contattarmi e, oltre a rispondere alle vostre domande, potremmo concordare un incontro per una prova, penserò io a mettervi a disposizione i necessari bastoncini.
- Se volete, date un occhiata al sito della nostra organizzazione romana www.nordicwalkingroma.it
- Giorgio Venturini Tel.: 329 0683410
- mail: giove54@gmail.com


Giornata Mondiale del Diabete

Non so perchè il mese di Novembre attragga tutte queste manifestazioni, ma non posso sottrarmi all'occasione di dire la mia anche per la Giornata Mondiale del Diabete.
Sono notizie ultranote: il numero dei diabetici è in continuo aumento e entro vent'anni colpirà una persona su tre. Si parla soprattutto del diabete di tipo 2, detto abitualmente "alimentare".
Anche in questo caso la prima soluzione è la prevenzione. Sarò noiosa, ma una volta che le analisi del sangue segnalano dei valori anomali di glicemia, diventa molto più difficile gestire la situazione sia con la dieta che con le terapie. I diabetici sono infatti tra le persone più refrattarie al controllo alimentare: sicuramente è la causa della loro malattia, ma in certa misura ne è anche l'effetto. Per cui, è meglio intervenire prima.

Ma chi deve intervenire?
Innanzitutto coloro che hanno un familiare diretto (genitori, nonni, zii e fratelli) con il diabete di tipo 2. Ma gli altri non si sentano sicuri. Basta fare il test sul sito "DiabeteNoGrazie" per avere un'idea del nostro rischio individuale. I fattori principali: età, peso, attività fisica. Non c'è altro!
Fortunatamente su questi fattori ,eccetto l'età :-( , si può intervenire.
L'attività fisica e una sana alimentazione aiutano a controllare il peso e i livelli di glicemia.
A chi vuole prevenire il rischio si consiglia:
limitare lo zucchero (bianco o di canna non cambia), man mano che ci si abitua diventerà spontaneo diminuire il consumo dei dolci
preferire alimenti integrali o comunque ricchi di fibre
5 porzioni tra frutta e verdura al giorno (In alcuni casi particolari il medico potrà sconsigliare alcuni tipi di frutta o di verdura, ma chiedetelo a lui, prima di eliminarli)
evitare grassi animali e grassi idrogenati cioè poco burro, margarina, ma anche carne grassa, salumi e formaggi.
mangiare pesce almeno 2 volte la settimana
fare pasti regolari ed equilibrati: mai saltare un pasto o pranzare con un gelato o un'insalata, combinare in ogni pasto pane o pasta, frutta e verdura e una fonte di ricca di proteine come latticini, carne, pesce, legumi, affettati.
Siti con informazioni più dettagliate, ce ne sono a decine, ma il consiglio è sempre: prima di qualsiasi intervento diverso da quelli che ho elencato, consultate un medico di vostra fiducia.
Giornata del cancro: io non posso che parlare di prevenzione

La giornata delle verdure


Cereali a colazione

Obesity Day


Un mega studio conferma l'efficacia della dieta mediterranea
E' stata pubblicata sul BMJ di questa settimana (British Medical Journal) una meta-analisi (vuol dire che invece di fare nuovi esperimenti si rielaborano dati provenienti da altri lavori pubblicati, scelti accuratamente) che valuta l'effetto preventivo della dieta mediterranea nei confronti di numerose malattie croniche. 
Che cosa interessa a noi?
- Una conferma, per chi avesse dei dubbi.
- Uno stimolo, per chi sogna di poter vivere a pane e burro.
- Una speranza, per chi ha familiarità per malattie di cuore, Parkinson e Alzheimer.




