La Scuola di Ancel
Da domani saremo in linea!
Una dieta sana è costosa
Questa è una leggenda che circola anche tra i colleghi: con i tempi che corrono le persone faticano a stare a dieta perché si spende di più al supermercato.A parte l'osservazione banale che meglio spendere in cibi sani che in medicine, questa affermazione potrebbe essere parzialmente vera.
Sicuramente una busta di wurstel costa meno di una fettina (e può essere più gradita ai bambini) e meno ancora del pesce, sicuramente la verdura surgelata costa e se fresca richiede tempo per la preparazione, sicuramente i biscotti integrali o comunque "di qualità" costano più di un panettone, ma proviamo a ragionare con calma.
* Carne - In un regime alimentare equilibrato, viene inserita 2-3 volte la settimana e in porzioni che non superano quasi mai i 150 g. E nella maggior parte dei casi si preferisce carne bianca, meno costosa.
* Pesce - Questa è l'unica obiezione vera: il pesce costa, quello poco costoso è spesso difficile da pulire o è pieno di spine, per cui non gradito ai ragazzi. Oppure bisogna acquistare filetti di pesce che vengono dall'altro capo del mondo e di cui ci fidiamo poco. In realtà spesso troviamo pesce di allevamento in offerta, basta prenderne per due volte e surgelare quello che non si consuma. Ma anche alternare pesce fresco con quello surgelato, spesso buono ma meno affidabile, e fare attenzione alla stagionalità del pesce, che garantisce prezzi minori e qualità migliore.
Il pesce in scatola (tonno, sardine, sgombri, salmone,....) può essere un'alternativa economica, se si evita di consumarlo troppo frequentemente.
* Legumi - Carne e pesce possono essere sostituiti, almeno 2-3 volte alla settimana con i legumi: vogliamo confrontare il costo di pasta e ceci, riso e lenticchie, zuppa di fagioli con quello di una porzione di carne? E infatti ieri al supermercato lo scaffale dei legumi era quasi vuoto...
* Uova - Spesso ce ne dimentichiamo: ma due uova alla settimana sono consentite quasi a tutti, bisogna solo imparare a cucinarle senza esagerare con i condimenti.
* Torte, biscotti, dolci - Non sono una fans del ritorno al ciambellone: è più sano dei biscotti, ma anche più buono e se ne mangia di più! Riuscendo a controllarsi, sicuramente costa di meno dei biscotti. Se poi si usa una farina integrale, è anche più sano. Stessa cosa vale per la pizza fatta in casa (tra l'altro tante persone intolleranti al lievito si sono accorti che è meglio tollerata di quella di pizzeria, perché si può fare lievitare meglio) o il pane fatto con quelle macchinette. Tra l'altro non c'è nessuna "legge dietologica" che vieta di sostituire le fette biscottate con in pane: anzi è più saziante.
* E poi vogliamo parlare di condimenti (cominciate a contare i cucchiai di olio che usate e vedete quando vi dura la bottiglia, riservatela la pancetta o il guanciale ai pasti speciali....), formaggi (si usano facilmente a fine pasto, ma non sono certo economici...), affettati e salumi (controllate le linee guida, e vedrete che potete calare le porzioni), bibite (inutili), succhi di frutta, alcolici (ne basta un bicchiere a pasto).
* E infine, controllando le porzioni all'acquisto ci sono meno avanzi in frigorifero e meno sprechi, aumentando frutta e verdura di stagione possiamo evitare integratori di vitamine e fibre, evitando di comprare dolci, cioccolato, patatine e nutella saremo meno tentati di mangiarne (attenzione a certi prodotti economici, ma di qualità discutibile!).
Chiedo scusa a tutti
Ho 2 scuse ragionevoli e 2 irragionevoli.Le scuse "buone" sono che il mio lavoro cresce e diventa sempre più esigente e che, per essere sempre più all'altezza delle necessità di chi si rivolge a me, sto frequentando un corso di fitoterapia all'università di Viterbo. Ho finito il primo anno e devo ammettere che è stata una bella esperienza. Anche se il taglio del corso era decisamente medico-scientifico, credo di poter utilizzare in cucina alcune delle informazioni raccolte e di riversarle nelle ricette.
La scusa irragionevole è che mi sono accorta che da quando mi sono iscritta a facebook ho sempre meno tempo per altre cose, ma lo sanno tutti che è una malattia! Solo che tra facebook e blogs, ogni volta che penso ad una ricetta o ad un tema, trovo immediatamente qualcuno che l'ha appena pubblicato in rete.... e mi sembra una perdita di tempo.
Pensavo perciò, ora che ho un po' di tempo, di ispirarmi sempre più ai vecchi libri di cucina che ho trovato in casa...con gli inevitabili aggiustamenti per i tempi attuali. E di inserire dettagli su spezie ed "erbe buone".
Ma in questo periodo non ho solo lavorato! Approfittando della presenza di alcuni amici ho fatto anche la turista a Roma. Sabato ero ai musei Capitolini, davanti a questa Venere e mi domandavo: "Quante ragazze in queste condizioni sarebbero a dieta per eliminare quei rotolini sui fianchi e per quel ventre che non è abbastanza piatto?"
Che dite? E' ora che vada in ferie?
Chi ha paura del maiale?


Settimana per la riduzione del consumo del sale
Devo ammettere che l'eccesso di sale è un problema per quasi tutti i miei pasti "fuori casa": la scelta degli alimenti in mensa, dove salavano ahimè anche il sugo per la pasta, era limitata; in pizzeria o al bar mi trovo costretta ad evitare il prosciutto, per me troppo salato e molti tipi di formaggi mentre al ristorante cerco alimenti in cui gli interventi del cuoco siano limitati.
Per cui, dopo una prima prova, evito i ristoranti, le pizzerie e le mense in cui ritengo eccessivo l'uso del sale oppure mi fermo a un primo assaggio e rinuncio ad altri piatti.
Questo non per motivi di salute, ho la pressione bassa e un po' di sale non guasterebbe, ma perché dopo essermi abituata, mi accorgo che il sale copre il gusto dell'alimento, invece di valorizzarlo. Non sono un'integralista "antisale", ma non vedo il motivo di aggiungerlo dove non è necessario. Il piatto buono è buono se ha ingredienti che hanno sapore, non se sanno di sale!
Sono consapevole però che quello che per me è "troppo sale" per molti è normale: i miei invitati lo sanno e, pazientemente, si salano l'insalata, la carne o il pesce sapendo che io non li salo e in mensa non ho mai protestato per l'eccesso di sale, a differenza dell'eccesso di altri condimenti.
Non mi aspettavo però, quello che mi è successo domenica scorsa in una trattoria romana.
Ho scelto una pasta cacio e pepe (dove, essendoci formaggio salato di suo e pepe in abbondanza non avrebbe dovuto essere aggiunto altro sale), agnello a scottadito (se proprio si vuole aggiungerne....) e insalata mista. Basta dire, per esempio, che su quest'ultimo piatto il sale era tanto da essere visibile ad occhio nudo anche ad una presbite come me..... E nel cestino, insieme al pane, pizza bianca, che per definizione non è sciapa.
Convinta della buona fede del ristoratore, credo che tornerò a dirglielo.
Non so se questo posto, che qualche anno fa era affollatissimo, fosse deserto per questo motivo o per la crisi economica. Sicuramente credo di aver ingerito in un pasto solo tutto il sale che in genere ingerisco in una settimana o forse in un mese.
Allora mi domando: perché?
Se un cuoco esagera col sale, secondo me, è per coprire un alimento senza gusto. Ma non era il suo caso, la carne era tenera e buona. Oppure per costringermi a bere più del necessario, ma dovendo mettermi alla guida, sono comunque costretta a fermarmi dopo il secondo bicchiere di vino (che già per una donna del mio peso, sarebbe oltre i limiti!!).
E allora che cosa ci guadagna? Sicuramente perde un cliente (anzi due, perché mio marito, essendo iperteso, del sale deve proprio fare a meno!). Se alla crisi ci si aggiunge anche questo, per me molti ristoranti possono chiudere!!
In fondo se un cliente ha "bisogno" di sale, può aggiungerlo personalmente. Oppure può aggiungere formaggio grana e pecorino sulla pasta, già ricchi di sale.
Ma nessuno può più togliere il sale aggiunto prima di andare in tavola.
I cuochi, che vogliono farsi apprezzare, ci riflettano......
Dolcificanti: nuovi dati o vecchi dubbi?

Naturalmente c'è sempre chi mi assicura "io uso solo zucchero di canna" (ignorando il fatto che lo zucchero di canna, se non è integrale, ha le stesse calorie dello zucchero a parità di peso). Salvo poi usare bibite zero calorie (con dolcificante), yogurt light (dolcificati con aspartame), merendine senza zucchero (dolcificate con chissàchecosa), caramelle senza zucchero e via dicendo.Per cui, a meno che non ve l'abbia prescritto il medico, evitate i dolcificanti.
Ora che sono finite le feste natalizie: evitate i dolci e dolcetti fino a carnevale (festeggiare l'ultima settimana può bastare), evitate sempre le bibite (tranne nelle occasioni particolari). Per quanto
Abituarsi alla dolcezza propria degli alimenti, diminuendo lo zucchero extra, abitua ad apprezzare il gusto naturale, senza introdurre nella nostra alimentazione sostanze di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine.
Giornata Mondiale del Diabete

Non so perchè il mese di Novembre attragga tutte queste manifestazioni, ma non posso sottrarmi all'occasione di dire la mia anche per la Giornata Mondiale del Diabete.
Sono notizie ultranote: il numero dei diabetici è in continuo aumento e entro vent'anni colpirà una persona su tre. Si parla soprattutto del diabete di tipo 2, detto abitualmente "alimentare".
Anche in questo caso la prima soluzione è la prevenzione. Sarò noiosa, ma una volta che le analisi del sangue segnalano dei valori anomali di glicemia, diventa molto più difficile gestire la situazione sia con la dieta che con le terapie. I diabetici sono infatti tra le persone più refrattarie al controllo alimentare: sicuramente è la causa della loro malattia, ma in certa misura ne è anche l'effetto. Per cui, è meglio intervenire prima.

Ma chi deve intervenire?
Innanzitutto coloro che hanno un familiare diretto (genitori, nonni, zii e fratelli) con il diabete di tipo 2. Ma gli altri non si sentano sicuri. Basta fare il test sul sito "DiabeteNoGrazie" per avere un'idea del nostro rischio individuale. I fattori principali: età, peso, attività fisica. Non c'è altro!
Fortunatamente su questi fattori ,eccetto l'età :-( , si può intervenire.
L'attività fisica e una sana alimentazione aiutano a controllare il peso e i livelli di glicemia.
A chi vuole prevenire il rischio si consiglia:
limitare lo zucchero (bianco o di canna non cambia), man mano che ci si abitua diventerà spontaneo diminuire il consumo dei dolci
preferire alimenti integrali o comunque ricchi di fibre
5 porzioni tra frutta e verdura al giorno (In alcuni casi particolari il medico potrà sconsigliare alcuni tipi di frutta o di verdura, ma chiedetelo a lui, prima di eliminarli)
evitare grassi animali e grassi idrogenati cioè poco burro, margarina, ma anche carne grassa, salumi e formaggi.
mangiare pesce almeno 2 volte la settimana
fare pasti regolari ed equilibrati: mai saltare un pasto o pranzare con un gelato o un'insalata, combinare in ogni pasto pane o pasta, frutta e verdura e una fonte di ricca di proteine come latticini, carne, pesce, legumi, affettati.
Siti con informazioni più dettagliate, ce ne sono a decine, ma il consiglio è sempre: prima di qualsiasi intervento diverso da quelli che ho elencato, consultate un medico di vostra fiducia.
Giornata del cancro: io non posso che parlare di prevenzione

Obesity Day


Fame di giustizia
Ieri mi è capitata un'esperienza nuova e interessante. 


Un mega studio conferma l'efficacia della dieta mediterranea
E' stata pubblicata sul BMJ di questa settimana (British Medical Journal) una meta-analisi (vuol dire che invece di fare nuovi esperimenti si rielaborano dati provenienti da altri lavori pubblicati, scelti accuratamente) che valuta l'effetto preventivo della dieta mediterranea nei confronti di numerose malattie croniche. 
Che cosa interessa a noi?
- Una conferma, per chi avesse dei dubbi.
- Uno stimolo, per chi sogna di poter vivere a pane e burro.
- Una speranza, per chi ha familiarità per malattie di cuore, Parkinson e Alzheimer.
Per chi ha un po' di tempo da dedicare alla lettura
P. Bollo - Diet-Etica Edizioni - Ponte alle Grazie
Lo consiglio agli inguaribili golosi e buongustai che tentano disperatamente diete rigidissime per poi crollare in gelateria.
L'autrice si definisce una "dietista anomala", ma sicuramente è più normale di tante altre sue colleghe: lo stile è simpatico, ma i contenuti sono ineccepibili. (Ha scritto anche un libro sull'alimentazione dei bambini "Mangiocando" Ed. Salani). Si parla di diete senza troppi dati scientifici (ma l'autrice non inventa niente, a differenza di altri!) e senza stressarci troppo.
Liliana Buonfino - La Cucina Integrale - Ed. Tecniche Nuove
Lo consiglio a chi è affascinato dalla riscoperta di alimenti tradizionali e integrali, e vuole imparare ad usarli correttamente e a cucinarli con gusto.
L'autrice, che da oltre 30 anni pratica la cucina a base di cereali integrali, ci spiega accuratamente la logica di questa scelta, le caratteristiche degli alimenti biologici, le proprietà di alimenti insoliti che diventano sempre più comuni, e ci propone anche tante ricette (oltre 200) per utilizzarli: ricette compatibili con la cucina italiana, ma anche ricette per persone un po' più curiose.
John Robbins - Sani fino a 100 anni - Corbaccio
Lo consiglio a chi non cerca solo un'alimentazione più sana, ma vuole consigli per uno stile di vita più corretto.
Si distingue tra i tanti liberi sul tema "vivere a lungo" per lo spessore (oltre 400 pagine), per la leggibilità, ma anche per la solidità scientifica degli argomenti e per la completezza dell' approccio (mente, corpo, spiritualità, società, legami
Nessuna ricetta miracolosa, ma un'analisi equilibrata di tutti i messaggi che riceviamo dal mondo che ci circonda.
Sylvia Haskvitz - Mangiare per scelta, non per abitudine - Edizioni Esserci
L'ho consigliato e lo consiglio a tutti quelli che "non riescono a trattenersi" e mangiano più di quanto vorrebbero.
Il metodo utilizzato dall'autrice, anch'essa una dietista, è quello della comunicazione non violenta per scavare in noi stessi e nelle radici delle nostre abitudini alimentari "autolesionistiche". Ma, non preoccupatevi, non è uno di quei libri che mandano in crisi il lettore, con molta semplicità aiuta a riscoprire un approccio sereno con se stessi. Le amiche a cui l'ho prestato, mi hanno ringraziato.
P.S. Questi libri sono stati scelti liberamente in base ai miei gusti personali. Se avete qualche libro da suggerirmi sul tema lo leggerò con piacere e, se mi piace, potrei segnalarlo prossimamente.
Sicurezza alimentare e Igiene degli alimenti
I risultati, che ovviamente provengono da ambienti molto diversi, e non in Europa, mettono in luce l'effetto della mancanza di igiene nello sviluppo della prima e dell'eccesso di igiene nella seconda. E' banale dire che gli eccessi sono sempre pericolosi, lo so! Ma qualche volta è vero.

Non voglio mettere ansia a nessuno, anzi!
Questi dati (come molti altri proposti dagli allergologi in merito alla comparsa di allergie e intolleranze alimentari) dimostrano il contrario: un eccesso di igiene impedisce un corretto funzionamento del nostro sistema immunitario e predispone alla comparsa di una serie di malattie infiammatorie croniche di tipo diverso. Sicuramente nei paesi sviluppati, come il nostro (se così volgiamo considerarlo..) l'impatto della sindrome del CI è pesante.
Inoltre questi dati potrebbero suggerire che il livello di igiene deve essere esteso nella popolazione (cioè aumentare il numero di persone che devono raggiungere un livello maggiore di pulizia degli alimenti), senza però la necessità di cercare la "sterilità". Anche perché l'affannosa ricerca di alimenti senza "quei pericolosi batteri" che tanto terrorizzano le signore delle pubblicità, ci espone ad una non meno pericolosa contaminazione chimica (anche i prodotti apparentemente più innocui, se usati abitualmente, diventano tossici o generano intolleranze) o, nel migliore dei casi, ad assumere alimenti privati di alcune proprietà nutrizionali.

Basta applicare i 4 consigli base:
Lavare lavarsi le mani quando si cucina e lavare gli alimenti prima di consumarli freschi
Separare i vari tipi di alimenti (carne, pesce, verdura...) e non farli entrare in contatto diretto
Cuocere gli alimenti se non si è più che sicuri della loro origine (in particolare carne e pesce) e consumare in breve tempo
Refrigerare gli alimenti, cotti o crudi, che devono essere conservati.
Naturalmente questi consigli si adattano a persone (anche i bambini, sopra una certa età) sane, mentre maggiori attenzioni vanno prestate nei momenti di maggiore stress immunitario, negli anziani, nelle persone sottoposte a terapie di tipo immunosopressivo...
Stile di vita e prevenzione del cancro
Nel sito dell'EUFIC (European Food Information Council ) è stata pubblicata una sintesi del lavoro in cui due associazioni mediche importanti come il World Cancer Research Fund (WCRF) e l’American Institute for Cancer Research (AICR) raccolgono e analizzano tutti i dati scientifici più importanti sulle relazioni tra alimentazione, caratteristiche del corpo, attività fisica e i diversi tipi di cancro.
Vi rimando all'articolo perché mi sembra molto chiaro e, riassumendolo, perderei dettagli importanti.
Vorrei riflettere su 3 punti:
- Le informazioni devono essere lette con una logica di diminuzione del rischio:
significa che su 100 persone che hanno scelto un certo stile di vita, quelli in cui è comparso un tumore sono statisticamente meno di quelli che hanno fatto scelte diverse. Nessun intervento sullo stile di vita sarà efficace nello stesso modo per tutti. - Si tratta di modifiche che devono durare a lungo nel tempo.
- Non è possibile controllare tutti i fattori che ci rendono predisposti o possono favorire l'insorgenza di un tumore (familiarità, stress, inquinamento ambientale, terapie, radiazioni......).
Questo per evitare di crearci false illusioni e soprattutto false sicurezze: uno stile di vita corretto non ci autorizza ad evitare il medico: la diagnosi precoce è tutt'ora la strada più efficace per sconfiggere il cancro.
Finalmente ho un attimo di tempo...
Il "10° congresso internazionale teorico pratico di nutrizione olistica" si è tenuto a Roma, all'università Urbaniana.Che cos'è la nutrizione olistica?
Credo di non sbagliare dicendo che si tratta di una metodo di intervento sull'alimentazione che considera tutte le dimensioni della persona per cui prende in considerazione i danni prodotti sull'organismo da una serie di condizioni che la medicina fin'ora ha sottovalutato, ma che possono indurre malattie di una certa importanza. Si è parlato quindi di intolleranze alimentari, di disbiosi (alterazioni della popolazione batterica intestinale), ma anche di meccanismi psicologi, di neutrotrasmettitori, di inquinamento ambientale e di genetica.
La vera difficoltà nell'applicazione di questi tipi di approcci è nell'assenza di metodi diagnostici con razionali scientifici, anche se sono in corso una serie di studi per validare i metodi attualmente in uso o comunque per diffondere quelli più solidi scientificamente. Purtroppo una gran quantità di sistemi di diagnosi si affida esclusivamente alla bravura e all'esperienza dell'operatore e quindi comporta un alto rischio di errore.
Il vantaggio è che il medico o il nutrizionista che utilizzano un approccio olistico, hanno una maggiore sensibilità per la complessità della persona che hanno davanti e non dovrebbero limitarsi a prescrivere analisi di laboratorio. Sono convinta che il loro approccio a tutte le patologie croniche di origine non definita e a tutti i disturbi alimentari e intestinali, sia il più completo, tanto è vero che alcune delle loro prospettive vengono raccolte anche dalla medicina "ufficiale".
Volendo essere sincera, le relazioni che mi hanno colpito di più sono quelle tenute da 2 agronomi: il prof. Dinelli e la prof.ssa Betti che stanno facendo degli studi sugli alimenti più comuni (grano e legumi) per verificare l'impatto delle moderne tecnologie di coltivazione sulle proprietà nutrizionali di questi alimenti. E i risultati non sono così scontati...
Ancora su anoressia e bulimia...
Prevenzione e Benessere".I temi trattati erano tanti (forse anche troppi per una giornata sola): intolleranze alimentari, disbiosi e disturbi del comportamento alimentare. Relazioni molto interessanti e ricche.
Non ho nessuna intenzione di riassumere i risultati: non ne sarei capace.
Mi sembra giusto però condividere con voi, specie i genitori e gli insegnanti, un allarme che è stato lanciato dal prof. Borghini, uno psichiatra esperto di disturbi del comportamento alimentare.
Si sta rapidamente diffondendo sul web "Miss Bimbo" un gioco online in cui la protagonista è un'adolescente a cui è possibile non solo acquistare vestiti o modificare il look, ma anche pagare interventi di chirurgia estetica o somministrare pillole dimagranti. (vedi CorriereDellaSera ).
Anche se il paragone ovvio è con la Barbie, vista per molti come modello di perfezione fisica, la differenza sostanziale per me, che con ci ho giocato per anni pur avendo rotto ad una la gamba e all'altra un braccio, sta nel percorso del gioco studiato per legittimare interventi medici per arrivare ad una perfezione esteriore.A parere degli esperti (ma credo anche di chiunque abbia buon senso) questo gioco è pericoloso perché, essendo diretto a ragazzine troppo giovani, può aprire la porta ad una serie di degenerazione che le conducono ai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), anoressia e bulimia.
Per rimanere nell'argomento, un altro dato emerso, è l'aumento dei DCA anche nei giovani maschi.
World TB Day
Quando pensiamo che "si stava meglio quando si mangiava peggio", ricordiamoci che uno dei fattori che più ha contribuito al controllo della tubercolosi e di molte altre malattie infettive in Italia è stata la possibilità di un'alimentazione ricca di calorie e di vitamine.
L'obesità è un danno, ma nei paesi dove l'alimentazione è insufficiente la TB e altre malattie
analoghe fanno ancora strage. In Italia sono a rischio di vita solo le fasce molto deboli (anziani, soggetti immunodepressi, ammalati gravi) o sottoalimentate. Se però si dovessero diffondere i ceppi resistenti ai farmaci, la situazione potrebbe cambiare.Per info:
L'organizzazione "Consumers International" sta faccendo una raccolta di firme per sollecitare l'Organizzazione Mondiale della Sanità ad emettere delle normative che bandiscano la pubblicità e la vendita di alimenti non sani a tutti i bambini del mondo.
In Italia ha aderito alla campagna Altroconsumo.
Educazione Alimentare: una iniziativa per genitori ed educatori
Per quelli che hanno voglia ( e tempo) da dedicare all'educazione alimentare dei figli o bambini in genere e vivono a Roma o dintorni, vorrei segnalare: SPAZIO BIMBO – EDUCARE A TUTTO TONDO
8 e 9 novembre 2007 Centro Congressuale Casa la Salle Via Aurelia,472 - Roma
Tre i Seminari proposti:Educare alla Salute, alla Creatività , al Rispetto del Territorio,vasta scelta di laboratori ed un concorso per ragazzi dagli 8 ai 12 anni (scarica il bando). La partecipazione rivolta a : genitori, insegnanti, operatori del mondo dell’infanzia e dell’educazione ed ai bambini è gratuita.
La manifestazione è organizzata con il patrocinio di vari associazioni/enti pubblici/privati, i relatori sono qualificati e in contemporanea agli incontri per gli adulri sono previsti laboratori di gruppo "Diventare Minichef" per i ragazzi dai 6 anni.
L'idea è carina, peccato soltanto che sia di giovedì e venerdì, quando i genitori abitualmente sono al lavoro! Comunque se voleste il programma, potete richiederlo a me oppure (meglio) agli organizzatori: eventikarte@eventikarte.it
