Ricette utili a chi vuole mangiare bene e stare meglio.
Dubbi, domande e forse qualche risposta sulle diete ideali o sugli ideali delle diete.
Riflessioni su quello che vedo sul lavoro o che mi capita in famiglia e che riguarda il cibo e la cucina.
Notizie che raccolgo ai corsi che frequento, su internet o nei libri che leggo e che vorrei condividere con gli amici.



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La Storia della pasta I: le sue antiche origini

La Storia della pasta I: le sue antiche origini
















Le origini della pasta (dal greco pástë, letteralmente “farina mista a un liquido”), cibo spontaneo come il pane, nato da bisogni e da nuove abitudini alimentari dell’umanità, risalgono probabilmente all’era neolitica.


Per leggere il resto, segui il link!

La Scuola di Ancel

Vi chiedo scusa di aver trascurato il blog, ma nelle ultime settimane sono stata impegnata nella collaborazione con un gruppo di colleghi Biologi Nutrizionisti per la costruzione di un nuovi sito.
Da domani saremo in linea!

Io vorrei comunque continuare a dare consigli e ricette specifici per i miei amici e clienti....spero di farcela. In ogni caso in questo sito troverete molte voci qualificate sul tema nutrizione.

Una dieta sana è costosa

Questa è una leggenda che circola anche tra i colleghi: con i tempi che corrono le persone faticano a stare a dieta perché si spende di più al supermercato.
A parte l'osservazione banale che meglio spendere in cibi sani che in medicine, questa affermazione potrebbe essere parzialmente vera.
Sicuramente una busta di wurstel costa meno di una fettina (e può essere più gradita ai bambini) e meno ancora del pesce, sicuramente la verdura surgelata costa e se fresca richiede tempo per la preparazione, sicuramente i biscotti integrali o comunque "di qualità" costano più di un panettone, ma proviamo a ragionare con calma.
* Carne -  In un regime alimentare equilibrato, viene inserita 2-3 volte la settimana e in porzioni che non superano quasi mai i 150 g. E nella maggior parte dei casi si preferisce carne bianca, meno costosa.
* Pesce - Questa è l'unica obiezione vera: il pesce costa, quello poco costoso è spesso difficile da pulire o è pieno di spine, per cui non gradito ai ragazzi. Oppure bisogna acquistare filetti di pesce che vengono dall'altro capo del mondo e di cui ci fidiamo poco. In realtà spesso troviamo pesce di allevamento in offerta, basta prenderne per due volte e surgelare quello che non si consuma. Ma anche alternare pesce fresco con quello surgelato, spesso buono ma meno affidabile, e fare attenzione alla stagionalità del pesce,  che garantisce prezzi minori e qualità migliore.
Il pesce in scatola (tonno, sardine, sgombri, salmone,....) può essere un'alternativa economica, se si evita di consumarlo troppo frequentemente.
* Legumi - Carne e pesce possono essere sostituiti, almeno 2-3 volte alla settimana con i legumi: vogliamo confrontare il costo di pasta e ceci, riso e lenticchie, zuppa di fagioli con quello di una porzione di carne? E infatti ieri al supermercato lo scaffale dei legumi era quasi vuoto...
* Uova - Spesso ce ne dimentichiamo: ma due uova alla settimana sono consentite quasi a tutti, bisogna solo imparare a cucinarle senza esagerare con i condimenti.
* Frutta e Verdura - A parte il ritorno al baratto (c'è chi ha un pezzo di orto, ma butta i prodotti perché in eccesso rispetto al consumo familiare...), la regola d'oro per il risparmio è seguire la stagionalità. E fare attenzione allo scarto: anche se certi prodotti preconfezionati costano di più, possono essere convenienti, soprattutto se in cottura possiamo aggiungere altri ingredienti e quindi gusto. Macedonie e minestre sono sempre il sistema migliore per valorizzare frutta e verdura non gradita.
* Torte, biscotti, dolci - Non sono una fans del ritorno al ciambellone: è più sano dei biscotti, ma anche più buono e se ne mangia di più! Riuscendo a controllarsi, sicuramente costa di meno dei biscotti. Se poi si usa una farina integrale, è anche più sano. Stessa cosa vale per la pizza fatta in casa (tra l'altro tante persone intolleranti al lievito si sono accorti che è meglio tollerata di quella di pizzeria, perché si può fare lievitare meglio) o il pane fatto con quelle macchinette. Tra l'altro non c'è nessuna "legge dietologica" che vieta di sostituire le fette biscottate con in pane: anzi è più saziante.
* E poi vogliamo parlare di condimenti (cominciate a contare i cucchiai di olio che usate e vedete quando vi dura la bottiglia, riservatela la pancetta o il guanciale ai pasti speciali....), formaggi (si usano facilmente a fine pasto, ma non sono certo economici...), affettati e salumi (controllate le linee guida, e vedrete che potete calare le porzioni), bibite (inutili), succhi di frutta, alcolici (ne basta un bicchiere a pasto).
* E infine, controllando le porzioni all'acquisto ci sono meno avanzi in frigorifero e meno sprechi, aumentando frutta e verdura di stagione possiamo evitare integratori di vitamine e fibre, evitando di comprare dolci, cioccolato, patatine e nutella saremo meno tentati di mangiarne (attenzione a certi prodotti economici, ma di qualità discutibile!).

Chiedo scusa a tutti

...ma ho davvero trascurato il blog.
Ho 2 scuse ragionevoli e 2 irragionevoli.
Le scuse "buone" sono che il mio lavoro cresce e diventa sempre più esigente e che, per essere sempre più all'altezza delle necessità di chi si rivolge a me, sto frequentando un corso di fitoterapia all'università di Viterbo. Ho finito il primo anno e devo ammettere che è stata una bella esperienza. Anche se il taglio del corso era decisamente medico-scientifico, credo di poter utilizzare in cucina alcune delle informazioni raccolte e di riversarle nelle ricette.
La scusa irragionevole è che mi sono accorta che da quando mi sono iscritta a facebook ho sempre meno tempo per altre cose, ma lo sanno tutti che è una malattia! Solo che tra facebook e blogs, ogni volta che penso ad una ricetta o ad un tema, trovo immediatamente qualcuno che l'ha appena pubblicato in rete.... e mi sembra una perdita di tempo.
Pensavo perciò, ora che ho un po' di tempo, di ispirarmi sempre più ai vecchi libri di cucina che ho trovato in casa...con gli inevitabili aggiustamenti per i tempi attuali. E di inserire dettagli su spezie ed "erbe buone".

Ma in questo periodo non ho solo lavorato! Approfittando della presenza di alcuni amici ho fatto anche la turista a Roma. Sabato ero ai musei Capitolini, davanti a questa Venere e mi domandavo: "Quante ragazze in queste condizioni sarebbero a dieta per eliminare quei rotolini sui fianchi e per quel ventre che non è abbastanza piatto?"
Che dite? E' ora che vada in ferie?

Chi ha paura del maiale?

Copio le informazioni dal sito dell' EpiCentro 
(Centro Nazionale di Epidemiologia,  Sorveglianza e Promozione della Salute).
"Il nuovo virus influenzale può essere trasmesso all’uomo mangiando carne di maiale e prodotti a base di carne di maiale? 
No, il nuovo virus influenzale non viene trasmesso mangiando maiale o prodotti a base di carne di maiale che siano correttamente trattati e cucinati. Questo nuovo virus, a oggi, non è stato isolato dagli animali e non vi è alcuna indicazione che attualmente il virus sia presente nella catena di produzione alimentare dei suini. 
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Ecdc non sono a conoscenza di alcuna evidenza scientifica che suggerisca che i virus influenzali si possano trasmettere all’uomo tramite il consumo di carne come il maiale e dei prodotti che la contengono. 
Nell’eventualità che i suini fossero stati esposti a questo nuovo virus influenzale, e che questo fosse trovato nella carne, cucinare il maiale accuratamente (a una temperatura interna di 70°C) ucciderebbe il virus, così come altri tipi di agenti patogeni e batteri. 
Tuttavia, sebbene alcuni consumatori possono gradire mangiare carne cruda, uno dei consigli alimentari intramontabili è quello di evitare di mangiare carne cruda per evitare malattie di origine alimentare. 
Si raccomanda di osservare sempre norme igieniche alimentari nelle cucine e di lavare con il sapone mani, superfici e utensili, dopo che si tocca carne cruda."

Insomma sono le norme base, per prevenire qualsiasi rischio. 
Ma credo che torneremo sull'argomento perchè spesso le sottovalutiamo: ho l'impressione che molte gastiti o coliti occasionali o certe forme di intolleranze alimentari siano causate da un mancato rispetto di alcune precauzioni, tra cui queste.

Settimana per la riduzione del consumo del sale

Abituata come sono ad usare il sale solo per l'acqua della pasta, per i brodi e per le cotture al vapore avevo sottovalutato l'iniziativa a cui ha aderito anche la SINU.
Soprattutto non avevo considerato l'impatto che può avere l'uso del sale nella ristorazione pubblica.
Devo ammettere che l'eccesso di sale è un problema per quasi tutti i miei pasti "fuori casa": la scelta degli alimenti in mensa, dove salavano ahimè anche il sugo per la pasta, era limitata; in pizzeria o al bar mi trovo costretta ad evitare il prosciutto, per me troppo salato e molti tipi di formaggi mentre al ristorante cerco alimenti in cui gli interventi del cuoco siano limitati.
Per cui, dopo una prima prova, evito i ristoranti, le pizzerie e le mense in cui ritengo eccessivo l'uso del sale oppure mi fermo a un primo assaggio e rinuncio ad altri piatti.
Questo non per motivi di salute, ho la pressione bassa e un po' di sale non guasterebbe, ma perché dopo essermi abituata, mi accorgo che il sale copre il gusto dell'alimento, invece di valorizzarlo. Non sono un'integralista "antisale", ma non vedo il motivo di aggiungerlo dove non è necessario. Il piatto buono è buono se ha ingredienti che hanno sapore, non se sanno di sale!
Sono consapevole però che quello che per me è "troppo sale" per molti è normale: i miei invitati lo sanno e, pazientemente, si salano l'insalata, la carne o il pesce sapendo che io non li salo e in mensa non ho mai protestato per l'eccesso di sale, a differenza dell'eccesso di altri condimenti.
Non mi aspettavo però, quello che mi è successo domenica scorsa in una trattoria romana.
Ho scelto una pasta cacio e pepe (dove, essendoci formaggio salato di suo e pepe in abbondanza non avrebbe dovuto essere aggiunto altro sale), agnello a scottadito (se proprio si vuole aggiungerne....) e insalata mista. Basta dire, per esempio, che su quest'ultimo piatto il sale era tanto da essere visibile ad occhio nudo anche ad una presbite come me..... E nel cestino, insieme al pane, pizza bianca, che per definizione non è sciapa.
Convinta della buona fede del ristoratore, credo che tornerò a dirglielo.
Non so se questo posto, che qualche anno fa era affollatissimo, fosse deserto per questo motivo o per la crisi economica. Sicuramente credo di aver ingerito in un pasto solo tutto il sale che in genere ingerisco in una settimana o forse in un mese.
Allora mi domando: perché?
Se un cuoco esagera col sale, secondo me, è per coprire un alimento senza gusto. Ma non era il suo caso, la carne era tenera e buona. Oppure per costringermi a bere più del necessario, ma dovendo mettermi alla guida, sono comunque costretta a fermarmi dopo il secondo bicchiere di vino (che già per una donna del mio peso, sarebbe oltre i limiti!!).
E allora che cosa ci guadagna? Sicuramente perde un cliente (anzi due, perché mio marito, essendo iperteso, del sale deve proprio fare a meno!). Se alla crisi ci si aggiunge anche questo, per me molti ristoranti possono chiudere!!
In fondo se un cliente ha "bisogno" di sale, può aggiungerlo personalmente. Oppure può aggiungere formaggio grana e pecorino sulla pasta, già ricchi di sale.
Ma nessuno può più togliere il sale aggiunto prima di andare in tavola.
I cuochi, che vogliono farsi apprezzare, ci riflettano......

Dolcificanti: nuovi dati o vecchi dubbi?

Sull'ultimo numero di AJCN è comparso l'ennesimo articolo sui dolcificanti artificiali. Ne parlo solo perché molto spesso incontro persone che fanno uso di questi prodotti credendo di fare una scelta vantaggiosa per la loro salute.
Questo articolo (o meglio quanto è esposto nel riassunto iniziale) è molto chiaro: "L'aggiunta di dolcificanti alla dieta non da nessun beneficio per la perdita di peso o per la riduzione di aumento di peso se non sono presenti restrizioni alimentari. Sono sorte preoccupazioni, sia da lungo tempo che recentemente, sul fatto che l'introduzione dei dolcificanti nella dieta stimoli l'apporto energetico e contribuisca all'obesità" (se volete leggerlo, cliccate il logo).

Naturalmente c'è sempre chi mi assicura "io uso solo zucchero di canna" (ignorando il fatto che lo zucchero di canna, se non è integrale, ha le stesse calorie dello zucchero a parità di peso). Salvo poi usare bibite zero calorie (con dolcificante), yogurt light (dolcificati con aspartame), merendine senza zucchero (dolcificate con chissàchecosa), caramelle senza zucchero e via dicendo.
Per cui, a meno che non ve l'abbia prescritto il medico, evitate i dolcificanti.
Non è necessario passare da 4 a zero cucchiaini di zucchero nel caffè da un giorno all'altro: calate gradualmente, ma fatelo ed evitate i dolcificanti (che tra l'altro spesso danno un gusto artefatto agli alimenti).
Ora che sono finite le feste natalizie: evitate i dolci e dolcetti fino a carnevale (festeggiare l'ultima settimana può bastare), evitate sempre le bibite (tranne nelle occasioni particolari). Per quanto riguarda gli yogurt, avete mai provato quelli bianchi non zuccherati aggiungendo frutta fresca (es. clementine o arance rosse) oppure con un cucchiaio di miele o di muesli o di uvetta o di marmellata senza zucchero?
Abituarsi alla dolcezza propria degli alimenti, diminuendo lo zucchero extra, abitua ad apprezzare il gusto naturale, senza introdurre nella nostra alimentazione sostanze di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine.

Giornata Mondiale del Diabete

Non so perchè il mese di Novembre attragga tutte queste manifestazioni, ma non posso sottrarmi all'occasione di dire la mia anche per la Giornata Mondiale del Diabete.

Sono notizie ultranote: il numero dei diabetici è in continuo aumento e entro vent'anni colpirà una persona su tre. Si parla soprattutto del diabete di tipo 2, detto abitualmente "alimentare".

Anche in questo caso la prima soluzione è la prevenzione. Sarò noiosa, ma una volta che le analisi del sangue segnalano dei valori anomali di glicemia, diventa molto più difficile gestire la situazione sia con la dieta che con le terapie. I diabetici sono infatti tra le persone più refrattarie al controllo alimentare: sicuramente è la causa della loro malattia, ma in certa misura ne è anche l'effetto. Per cui, è meglio intervenire prima.

Ma chi deve intervenire?

Innanzitutto coloro che hanno un familiare diretto (genitori, nonni, zii e fratelli) con il diabete di tipo 2. Ma gli altri non si sentano sicuri. Basta fare il test sul sito "DiabeteNoGrazie" per avere un'idea del nostro rischio individuale. I fattori principali: età, peso, attività fisica. Non c'è altro!

Fortunatamente su questi fattori ,eccetto l'età :-( , si può intervenire.

L'attività fisica e una sana alimentazione aiutano a controllare il peso e i livelli di glicemia.

A chi vuole prevenire il rischio si consiglia:

  • limitare lo zucchero (bianco o di canna non cambia), man mano che ci si abitua diventerà spontaneo diminuire il consumo dei dolci

  • preferire alimenti integrali o comunque ricchi di fibre

  • 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno (In alcuni casi particolari il medico potrà sconsigliare alcuni tipi di frutta o di verdura, ma chiedetelo a lui, prima di eliminarli)

  • evitare grassi animali e grassi idrogenati cioè poco burro, margarina, ma anche carne grassa, salumi e formaggi.

  • mangiare pesce almeno 2 volte la settimana

  • fare pasti regolari ed equilibrati: mai saltare un pasto o pranzare con un gelato o un'insalata, combinare in ogni pasto pane o pasta, frutta e verdura e una fonte di ricca di proteine come latticini, carne, pesce, legumi, affettati.

Siti con informazioni più dettagliate, ce ne sono a decine, ma il consiglio è sempre: prima di qualsiasi intervento diverso da quelli che ho elencato, consultate un medico di vostra fiducia.


Giornata del cancro: io non posso che parlare di prevenzione

Naturalmente la cucina americana non è mai stata il mio modello: anche se una mia cliente mi ha beccato ad una fiera mentre mangiavo un Hot Dog, è stata solo la trasgressione di un momento. Però molte abitudini americane si stanno diffondendo anche da noi, per cui uniamo l'abitudine di consumare salumi (salame, mortadella, prosciutto, speck) a quella mangiare wurstel, salciccia e altri formati di carni processate (aumentano ogni giorno sui banchi del supermercato prodotti di vario genere e tipo).
 Considerando la facilità di preparazione di questi alimenti (da frigo alla tavola in pochi minuti) risolvono spesso più pasti alla settimana.Sappiamo bene che questi tipi di carne  oltre al colesterolo e ai grassi animali che fanno parte della composizione "naturale", sono ricchi di sale (si chiamano salumi anche per questo) e spesso di conservanti  e additivi.  Tra questi,  alcuni prodotti riconosciuti come cancerogeni.
Dati pubblicati negli anni scorsi, mostrano come tra gli ammalati di tumore al pancreas ci sono molti grandi consumatori di questi alimenti (almeno 5 pasti la settimana), ma altri studi possono allargare l'associazione ad altri tipi di tumore.
Negli Stati Uniti è partita una campagna per togliere dalle mense scolastiche questi alimenti, per proteggere i bambini.
In Italia riusciamo ad trovare prodotti con pochi conservanti e additivi. Basta leggere attentamente l'etichetta ed cercare i prodotti con meno ingredienti dichiarati. 
Inoltre ricordiamoci che la porzione consigliata dalle linee guida
 

è di 50 g e non, come ci piacerebbe, un etto e che il consumo non deve essere quotidiano, sia per i bambini che per gli adulti. Insomma meno e di migliore qualità, come sempre.
E' dura, ma se serve a prevenire il tumore, ne vale la pena.

Obesity Day

Ogni anno, l' Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica , propone una giornata di sensibilizzazione sul controllo del peso, offrendo visite gratuite, ma soprattutto un occasione di riflessione pubblica sull'argomento.
Il tema di quest'anno è: "Un peso mantenuto regolare è la soluzione giusta per la salute", come dire "non aspettiamo di essere obesi per preoccuparci, ma affrontiamo il problema prima". 
Nessuno può negare che la prevenzione sia la strategia più efficace: la maggior parte di noi sa bene che è più facile non prendere troppi chili, piuttosto che perderli. 
Ma la parola chiave è "salute": deve essere un peso tale da mantenerci in salute, da tutti i punti di vista. Non esiste un peso ideale (non quello dei nostri 18 anni, tanto meno quello dei nostri sogni), ma un peso che ci garantisce una condizione di benessere fisico, psicologico e una buona qualità di vita.
Se per raggiungere questo peso siamo costretti a sforzi sovraumani, dobbiamo farci qualche domanda se sia davvero il peso giusto (non possiamo pensare di avere tutti la stessa corporatura) , se sbagliamo metodo (per. es.  privandoci di alimenti indispensabili e esagerando con altri dannosi) oppure se è il momento di occuparci del nostro peso o di dare spazio nella nostra vita ad altre cose  (es. sport, divertimenti, attività fisica, nuove amicizie).


Fame di giustizia

Ieri mi è capitata un'esperienza nuova e interessante. 
In una delle circa 100 newletter a cui sono abbonata, mi è arrivato l'invito ad un convegno a Roma "Fame di Giustizia" La Ristorazione Collettiva Solidale come pratica territoriale di Responsabilità Sociale."
Non ero davvero coinvolta, ma mi ha incuriosito il tema. Ci sono andata con l'idea di sentire una relazione, visitare la "Città dell'Altra Economia" e tornarmene a casa. Non ce l'ho fatta: sono rimasta fino alla fine.

L'evento partiva dalla esperienza del Comune di Roma di introdurre nel 
menu delle mense alcuni prodotti provenienti dal Commercio Equo e Solidale (CEES). Se pensate che si parla di 150.000 pasti al giorno, potete capire l'effetto che comporta nell'economia italiana, ma anche di paesi come il Kenia (da cui provengono le banane), il Perù, il Cile e l'Equador che forniscono la materia prima per il cioccolato e per i biscotti.
Certamente rimangono alcuni punti irrisolti (per esempio come sviluppare la dimensione pedagogica di tali esperienze, la necessità di andare così lontano a comprare gli ingredienti per le cucine italiane, i controlli e le certificazioni necessarie, l'esigenza di una legge che garantisca i consumatori e protegga  il commercio autenticamente equo), ma nel complesso l'eperienza è affascinante. I servizi pubblici che, invece i rincorrere i consensi, puntano ad un ruolo di traino per un'economia che aiuti lo sviluppo sostenibile, il risparmio energetico e l'equità economica e diminuisca la produzione di rifiuti sono un esempio anche per il privato. E i prodotti del CEES sono molto apprezzati dagli addetti e dai bambini!
Ascoltando il professor Becchetti dell'università di TorVergata parlare del valore economico della solidarietà, mi tornava in mente un professore della Luiss che, anni fa, definiva senza futuro il CEES perchè contrario alle leggi della concorrenza. Temo che siano quelli che credevano in un'economia della concorrenza che scappano dalle banche come i topi dalle navi che affondano, mentre gli apicoltori cileni della Apicoop, negli stessi anni,  hanno moltiplicato le loro arnie, migliorato la qualità della raccolta del miele, differenziato la produzione iniziando la coltivazione di mirtilli e possono sognare di mandare i loro figli all'università.
Naturalmente per me è stata anche l'occasione per fare spese di prodotti che abbiano, oltre alla qualità, anche il plusvalore della solidarietà (non della beneficienza, come qualcuno pensa ancora). 
Mi sono anche lasciata tentare dal CousCous palestinese, anche se non so se riuscirò mai convincere Antonio a mangiarlo. Dovrò invece difendere i biscotti al cioccolato. Credo che ora mi scalderò con una bella tazza di Carcadè !

Un mega studio conferma l'efficacia della dieta mediterranea

E' stata pubblicata sul BMJ di questa settimana (British Medical Journal) una meta-analisi (vuol dire che invece di fare nuovi esperimenti si rielaborano dati provenienti da altri lavori pubblicati, scelti accuratamente) che valuta l'effetto preventivo della dieta mediterranea nei confronti di numerose malattie croniche. 
I risultati, e questa volta sono risultati e non ipotesi o consigli o previsioni, non lasciano dubbi
I dati raccolti su oltre 1500000 di persone provenienti da tutto il mondo dimostrano che quelli che aderiscono ad una dieta mediterranea hanno quasi il 10% in meno di mortalità per malattie cardiovascolari e per tumore, ma anche minore comparsa di Parkinson e Alzheimer. 
Qual'è la novità?  Intanto i numeri: basta pensare che per dimostrare l'attività di un farmaco (e quindi consigliarne la prescrizione) basta un'efficacia dieci se non cento volte più bassa (un aumento di sopravvivenza dello 0.1% farebbe la fortuna di
 certi prodotti). 
Inoltre è il primo studio "moderno" che prende in considerazione la dieta nel complesso, e non i singoli alimenti (pane, olio, vino, legumi,...) e l'efficacia in aree geografiche molto diverse tra loro.
Che cosa interessa a noi? 
  • Una conferma, per chi avesse dei dubbi.
  • Uno stimolo, per chi sogna di poter vivere a pane e burro.
  • Una speranza, per chi ha familiarità per malattie di cuore, Parkinson e Alzheimer.

Per chi ha un po' di tempo da dedicare alla lettura

In estate, in ferie, ma anche a casa, se il caldo mi impedisce di dormire o la tele trasmette sole vecchie repliche, in genere ho più tempo di leggere. Ho pensato quindi suggerire anche a voi alcuni libri che vorrei leggere/rileggere quest'estate e che possono interessare chi ha interessi di cucina/diete.

P. Bollo - Diet-Etica Edizioni - Ponte alle Grazie

Lo consiglio agli inguaribili golosi e buongustai che tentano disperatamente diete rigidissime per poi crollare in gelateria.
L'autrice si definisce una "dietista anomala", ma sicuramente è più normale di tante altre sue colleghe: lo stile è simpatico, ma i contenuti sono ineccepibili. (Ha scritto anche un libro sull'alimentazione dei bambini "Mangiocando" Ed. Salani). Si parla di diete senza troppi dati scientifici (ma l'autrice non inventa niente, a differenza di altri!) e senza stressarci troppo.

Liliana Buonfino - La Cucina Integrale - Ed. Tecniche Nuove
Lo consiglio a chi è affascinato dalla riscoperta di alimenti tradizionali e integrali, e vuole imparare ad usarli correttamente e a cucinarli con gusto.
L'autrice, che da oltre 30 anni pratica la cucina a base di cereali integrali, ci spiega accuratamente la logica di questa scelta, le caratteristiche degli alimenti biologici, le proprietà di alimenti insoliti che diventano sempre più comuni, e ci propone anche tante ricette (oltre 200) per utilizzarli: ricette compatibili con la cucina italiana, ma anche ricette per persone un po' più curiose.

John Robbins - Sani fino a 100 anni - Corbaccio
Lo consiglio a chi non cerca solo un'alimentazione più sana, ma vuole consigli per uno stile di vita più corretto.
Si distingue tra i tanti liberi sul tema "vivere a lungo" per lo spessore (oltre 400 pagine), per la leggibilità, ma anche per la solidità scientifica degli argomenti e per la completezza dell' approccio (mente, corpo, spiritualità, società, legami interpersonali,...).
Nessuna ricetta miracolosa, ma un'analisi equilibrata di tutti i messaggi che riceviamo dal mondo che ci circonda.

Sylvia Haskvitz - Mangiare per scelta, non per abitudine - Edizioni Esserci
L'ho consigliato e lo consiglio a tutti quelli che "non riescono a trattenersi" e mangiano più di quanto vorrebbero.
Il metodo utilizzato dall'autrice, anch'essa una dietista, è quello della comunicazione non violenta per scavare in noi stessi e nelle radici delle nostre abitudini alimentari "autolesionistiche". Ma, non preoccupatevi, non è uno di quei libri che mandano in crisi il lettore, con molta semplicità aiuta a riscoprire un approccio sereno con se stessi. Le amiche a cui l'ho prestato, mi hanno ringraziato.

P.S. Questi libri sono stati scelti liberamente in base ai miei gusti personali. Se avete qualche libro da suggerirmi sul tema lo leggerò con piacere e, se mi piace, potrei segnalarlo prossimamente.

Sicurezza alimentare e Igiene degli alimenti

Su GastroSource, un sito di una ditta farmaceutica interessata alle malattie gastrointestinali, sono comparsi 2 abstact che possono indurre una serie di domande per i loro risvolti pratici. Sono le sintesi di due lavori che riguardano l'infezione con H. Pylori nei bambini (che comporta la comparsa di gastrite in età molto precoce e può essere associata allo sviluppo di tumori allo stomaco in età adulta) e lo sviluppo della sindrome del colon irritabile (CI) ormai considerata una delle malattie più diffuse nei paesi sviluppati.
I risultati, che ovviamente provengono da ambienti molto diversi, e non in Europa, mettono in luce l'effetto della mancanza di igiene nello sviluppo della prima e dell'eccesso di igiene nella seconda. E' banale dire che gli eccessi sono sempre pericolosi, lo so! Ma qualche volta è vero.
Non voglio mettere ansia a nessuno, anzi!
Questi dati (come molti altri proposti dagli allergologi in merito alla comparsa di allergie e intolleranze alimentari) dimostrano il contrario: un eccesso di igiene impedisce un corretto funzionamento del nostro sistema immunitario e predispone alla comparsa di una serie di malattie infiammatorie croniche di tipo diverso. Sicuramente nei paesi sviluppati, come il nostro (se così volgiamo considerarlo..) l'impatto della sindrome del CI è pesante.
Inoltre questi dati potrebbero suggerire che il livello di igiene deve essere esteso nella popolazione (cioè aumentare il numero di persone che devono raggiungere un livello maggiore di pulizia degli alimenti), senza però la necessità di cercare la "sterilità". Anche perché l'affannosa ricerca di alimenti senza "quei pericolosi batteri" che tanto terrorizzano le signore delle pubblicità, ci espone ad una non meno pericolosa contaminazione chimica (anche i prodotti apparentemente più innocui, se usati abitualmente, diventano tossici o generano intolleranze) o, nel migliore dei casi, ad assumere alimenti privati di alcune proprietà nutrizionali.
Basta applicare i 4 consigli base:
Lavare lavarsi le mani quando si cucina e lavare gli alimenti prima di consumarli freschi
Separare i vari tipi di alimenti (carne, pesce, verdura...) e non farli entrare in contatto diretto
Cuocere gli alimenti se non si è più che sicuri della loro origine (in particolare carne e pesce) e consumare in breve tempo
Refrigerare gli alimenti, cotti o crudi, che devono essere conservati.

Naturalmente questi consigli si adattano a persone (anche i bambini, sopra una certa età) sane, mentre maggiori attenzioni vanno prestate nei momenti di maggiore stress immunitario, negli anziani, nelle persone sottoposte a terapie di tipo immunosopressivo...

Stile di vita e prevenzione del cancro

Nel sito dell'EUFIC (European Food Information Council ) è stata pubblicata una sintesi del lavoro in cui due associazioni mediche importanti come il World Cancer Research Fund (WCRF) e l’American Institute for Cancer Research (AICR) raccolgono e analizzano tutti i dati scientifici più importanti sulle relazioni tra alimentazione, caratteristiche del corpo, attività fisica e i diversi tipi di cancro.

Vi rimando all'articolo perché mi sembra molto chiaro e, riassumendolo, perderei dettagli importanti.

Vorrei riflettere su 3 punti:

  • Le informazioni devono essere lette con una logica di diminuzione del rischio: significa che su 100 persone che hanno scelto un certo stile di vita, quelli in cui è comparso un tumore sono statisticamente meno di quelli che hanno fatto scelte diverse. Nessun intervento sullo stile di vita sarà efficace nello stesso modo per tutti.
  • Si tratta di modifiche che devono durare a lungo nel tempo.
  • Non è possibile controllare tutti i fattori che ci rendono predisposti o possono favorire l'insorgenza di un tumore (familiarità, stress, inquinamento ambientale, terapie, radiazioni......).

Questo per evitare di crearci false illusioni e soprattutto false sicurezze: uno stile di vita corretto non ci autorizza ad evitare il medico: la diagnosi precoce è tutt'ora la strada più efficace per sconfiggere il cancro.

Finalmente ho un attimo di tempo...

...per raccogliere le idee sul congresso che ho seguito nello scorso fine settimana.
Il "10° congresso internazionale teorico pratico di nutrizione olistica" si è tenuto a Roma, all'università Urbaniana.
Che cos'è la nutrizione olistica?
Credo di non sbagliare dicendo che si tratta di una metodo di intervento sull'alimentazione che considera tutte le dimensioni della persona per cui prende in considerazione i danni prodotti sull'organismo da una serie di condizioni che la medicina fin'ora ha sottovalutato, ma che possono indurre malattie di una certa importanza. Si è parlato quindi di intolleranze alimentari, di disbiosi (alterazioni della popolazione batterica intestinale), ma anche di meccanismi psicologi, di neutrotrasmettitori, di inquinamento ambientale e di genetica.
La vera difficoltà nell'applicazione di questi tipi di approcci è nell'assenza di metodi diagnostici con razionali scientifici, anche se sono in corso una serie di studi per validare i metodi attualmente in uso o comunque per diffondere quelli più solidi scientificamente. Purtroppo una gran quantità di sistemi di diagnosi si affida esclusivamente alla bravura e all'esperienza dell'operatore e quindi comporta un alto rischio di errore.
Il vantaggio è che il medico o il nutrizionista che utilizzano un approccio olistico, hanno una maggiore sensibilità per la complessità della persona che hanno davanti e non dovrebbero limitarsi a prescrivere analisi di laboratorio. Sono convinta che il loro approccio a tutte le patologie croniche di origine non definita e a tutti i disturbi alimentari e intestinali, sia il più completo, tanto è vero che alcune delle loro prospettive vengono raccolte anche dalla medicina "ufficiale".
Volendo essere sincera, le relazioni che mi hanno colpito di più sono quelle tenute da 2 agronomi: il prof. Dinelli e la prof.ssa Betti che stanno facendo degli studi sugli alimenti più comuni (grano e legumi) per verificare l'impatto delle moderne tecnologie di coltivazione sulle proprietà nutrizionali di questi alimenti. E i risultati non sono così scontati...

Ancora su anoressia e bulimia...

Sono andata ad un convegno, molto interessante, ad Ariccia (Rm), su "Alimentazione, Disturbi, Genetica, Prevenzione e Benessere".
I temi trattati erano tanti (forse anche troppi per una giornata sola): intolleranze alimentari, disbiosi e disturbi del comportamento alimentare. Relazioni molto interessanti e ricche.
Non ho nessuna intenzione di riassumere i risultati: non ne sarei capace.
Mi sembra giusto però condividere con voi, specie i genitori e gli insegnanti, un allarme che è stato lanciato dal prof. Borghini, uno psichiatra esperto di disturbi del comportamento alimentare.
Si sta rapidamente diffondendo sul web "Miss Bimbo" un gioco online in cui la protagonista è un'adolescente a cui è possibile non solo acquistare vestiti o modificare il look, ma anche pagare interventi di chirurgia estetica o somministrare pillole dimagranti. (vedi CorriereDellaSera ).
Anche se il paragone ovvio è con la Barbie, vista per molti come modello di perfezione fisica, la differenza sostanziale per me, che con ci ho giocato per anni pur avendo rotto ad una la gamba e all'altra un braccio, sta nel percorso del gioco studiato per legittimare interventi medici per arrivare ad una perfezione esteriore.
A parere degli esperti (ma credo anche di chiunque abbia buon senso) questo gioco è pericoloso perché, essendo diretto a ragazzine troppo giovani, può aprire la porta ad una serie di degenerazione che le conducono ai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), anoressia e bulimia.
Per rimanere nell'argomento, un altro dato emerso, è l'aumento dei DCA anche nei giovani maschi.

World TB Day

Il 24 Marzo è la giornata per la lotta alla tubercolosi. L'organizzazione mondiale della sanità stima che ci siano circa 9.000.000 di nuovi casi l'anno di cui 500mila resistenti agli attuali farmaci. L'obiettivo è avere la TB sotto controllo entro il 2015. Ci si riuscirà?
Quando pensiamo che "si stava meglio quando si mangiava peggio", ricordiamoci che uno dei fattori che più ha contribuito al controllo della tubercolosi e di molte altre malattie infettive in Italia è stata la possibilità di un'alimentazione ricca di calorie e di vitamine.
L'obesità è un danno, ma nei paesi dove l'alimentazione è insufficiente la TB e altre malattie analoghe fanno ancora strage. In Italia sono a rischio di vita solo le fasce molto deboli (anziani, soggetti immunodepressi, ammalati gravi) o sottoalimentate. Se però si dovessero diffondere i ceppi resistenti ai farmaci, la situazione potrebbe cambiare.
Per info:

L'organizzazione "Consumers International" sta faccendo una raccolta di firme per sollecitare l'Organizzazione Mondiale della Sanità ad emettere delle normative che bandiscano la pubblicità e la vendita di alimenti non sani a tutti i bambini del mondo.

(Per saperne di più seleziona l'immagine)
Per questo ha dedicato la giornata di oggi 15 Marzo, giornata internazionale dei diritti dei consumatori al lancio di questa campagna.
In Italia ha aderito alla campagna Altroconsumo.

Educazione Alimentare: una iniziativa per genitori ed educatori

Per quelli che hanno voglia ( e tempo) da dedicare all'educazione alimentare dei figli o bambini in genere e vivono a Roma o dintorni, vorrei segnalare:

SPAZIO BIMBO – EDUCARE A TUTTO TONDO
8 e 9 novembre 2007 Centro Congressuale Casa la Salle Via Aurelia,472 - Roma
Tre i Seminari proposti:Educare alla Salute, alla Creatività , al Rispetto del Territorio,vasta scelta di laboratori ed un concorso per ragazzi dagli 8 ai 12 anni (scarica il bando).
La partecipazione rivolta a : genitori, insegnanti, operatori del mondo dell’infanzia e dell’educazione ed ai bambini è gratuita.

La manifestazione è organizzata con il patrocinio di vari associazioni/enti pubblici/privati, i relatori sono qualificati e in contemporanea agli incontri per gli adulri sono previsti laboratori di gruppo "Diventare Minichef" per i ragazzi dai 6 anni.
L'idea è carina, peccato soltanto che sia di giovedì e venerdì, quando i genitori abitualmente sono al lavoro! Comunque se voleste il programma, potete richiederlo a me oppure (meglio) agli organizzatori: eventikarte@eventikarte.it .