Ricette utili a chi vuole mangiare bene e stare meglio.
Dubbi, domande e forse qualche risposta sulle diete ideali o sugli ideali delle diete.
Riflessioni su quello che vedo sul lavoro o che mi capita in famiglia e che riguarda il cibo e la cucina.
Notizie che raccolgo ai corsi che frequento, su internet o nei libri che leggo e che vorrei condividere con gli amici.



Cibo & Bambini

Laura & Laura mi hanno richiesto ulteriori dettagli su cibo e bambini: cercherò di aggiornare gli appunti anche su questi argomenti.
Nell'attesa potete consultare questi siti che mi sembrano carini: Bonduelle e Findus.
Se i bambini sono più grandi possono giocare con il sito della coop: Gedeone.
In base alla vostra esperienza, fatemi sapere che cosa ne pensate.
Ciao.

Sono appena tornata da un simposio...

..sulla motilità gastrointestinale. I disturbi più discussi: il reflusso gastroesofageo e la sindrome dell'intestino irritabile. In fondo un tema marginale per me, che incontro persone con condizioni molto meno gravi, ma da cui ho raccolto tanti spunti.

* Si sa molto poco su come e perché insorgono: c'entrano per entrambi sicuramente la predisposizione (avere qualcuno in famiglia è già un segnale), lo stress e forme infiammatorie croniche, conseguenti probabilmente a infezioni non identificate.
* C'è molta voglia di studiare e di capire: i pazienti sono tanti e spesso si trascinano questi disturbi per anni.
* Se ci sono tanti pazienti, c'è anche un interesse - economico oltre che medico - per trovare farmaco che funzioni meglio di quelli esistenti: i candidati sono tanti, ma le sperimentazioni sono lunghe, talvolta con sorprendenti effetti collaterali che compaiono solo dopo anni di prove.
* Nell'attesa: evitare di ammalarsi! Fosse facile!
  • Controllare lo stress (magari con tecniche di rilassamento)
  • Evitare le infezioni gastrointestinali (igiene degli alimenti, non tenerli troppo in frigo, ecc.. tutte cose note)
  • Attenzione all'uso degli antibiotici (possono essere utili in alcuni casi, dannosi in altri - il medico dovrebbe saperlo)
  • Consumare probiotici (= fermenti lattici o = yogurt, ma quali e quanti non si sa ancora)
  • Ai primi sintomi di disturbi digestivi o intestinale: intervenire controllando l'alimentazione, aumentando il consumo di fibre e eliminare gli alimenti poco tollerati.
Comunque credo che non mollerò l'argomento...

Per chi vuole saperne di più sugli argomenti delle relazioni:
http://www.fondazione-menarini.it/news/Final_Roma_VI.pdf

Osteoporosi e consumo di calcio

Se qualcuno ha ancora dei dubbi o non si fida delle linee guida italiane, arriva anche la prestigiosa rivista "The Lancet" a confermarlo.
Studiando i dati usciti da numerose sperimentazioni (oltre 50000 pazienti) è emerso che il consumo di calcio associato a vitamina D da parte di coloro che hanno più di 50 anni diminuisce il rischio di fratture dovute all'osteoporosi. Il massimo effetto si ottiene con almeno 1200 mg di calcio e 800 IU di vitamina.
Come arrivare a quella dose? 1 Lt di latte oppure 300 g di stracchino oppure 100 g di emmenthal o 200g di italico o 300 g di mozzarella o 150 di provolone. Inoltre alcuni tipi di verdura sono ricchi di calcio o ne facilitano l'assorbimento. Se ci sono problemi di linea: ricordarsi le acque minerali ricche di calcio.
Ricordiamoci infine che, a differenza di molti paesi del nord- europa, abbiamo la possibilità di esporci alla luce solare tutto l'anno: bastano 30 minuti di luce (non c'è bisogno di abbronzarsi) per aumentare il livello di vitamina D.
Per saperne di più:
The Lancet
- Vol. 370, Issue 9588, 25 August 2007, Pages 657-666
oppure in italiano:
www.eufic.org/page/it/malattie-legate-alimentazione/osteoporosi

Additivi alimentari e bambini

I coloranti artificiali e gli additivi più comuni negli alimenti per i bambini aumentano il livello medio di iperattività nei bambini di 3 o 8-9 anni, come emerge da uno studio pubblicato su The Lancet.
Sono stati usati cocktail di coloranti con/senza sodio benzoato, un comunissimo conservante.
Senza creare allarmismi, il dato potrebbe spiegare certi disturbi del comportamento associati fino ad ora a incomprensibili intolleranze alimentari.
L'altra riflessione è: prima di portare il bimbo dallo psicologo o somministrare tranquillanti, provare a cambiare l'alimentazione, per qualche settimana.
Da: http://www.medscape.com/viewarticle/562631?src=mp

Perché fallisce una dieta che sembrava funzionare?

  • Piccole modifiche che si introducono involontariamente.
Qualche volta sono effetto del “rilassamento” che interviene dopo le prime settimane in cui si è più scrupolosi, altre volte di valutazioni errate, più spesso da brutte abitudini difficili da abbandonare.
  • Mangiare in fretta
Prima che arrivi il segnale fisiologico del senso di sazietà ci vuole un po' di tempo . Se mangi troppo velocemente ti alzi da tavola con più fame di prima o la sensazione di non aver mangiato a sufficienza. Gusta con calma quello che mangi, ti sentirai più soddisfatto e eviterai di mangiare più del necessario.
  • Saltare i pasti
Non è vero che saltare il pranzo fa dimagrire: qualche volta fa diminuire le calorie, ma costringe il nostro corpo ad adattarsi al nuovo metabolismo. E più spesso quello che si salta a pranzo si recupera a cena. Soprattutto mai saltare la colazione: bastano 2 minuti per mangiare uno yogurt in casa prima di andar al bar a prendere il caffè o il cappuccino. Se poi allo yogurt si riesce ad aggiungere un frutto o un cucchiaio di cereali.....è una colazione perfetta.
  • Sottovalutare quello che si beve
Bibite, succhi di frutta, anche quelli senza zucchero, contengono zuccheri di tipo diverso (come fruttosio) o dolcificanti e contribuiscono in modo diverso all'aumento di peso. Caffè o te zuccherati, tisane con miele, non sono innocenti come sembrano. Non parliamo poi di vino o birra o quel goccino di limoncello con gli amici....
  • Finire quello che c'è in tavola ( o in frigo)
Arriva sempre il momento in cui in tavola rimane qualcosa (il bimbo fa i capricci, il marito è arrivato a casa tardi, la figlia vuole fare la modella...) e si comincia a pensare: “mi spiace buttarla”. E così si mangia il doppio. O si mangia quello che si è preparato per gli altri.
  • Non controllare i condimenti
L'olio di oliva è sano, ma non fa dimagrire! E' calorico, è grasso (anche se si tratta di grassi vegetali e non animali) e viene assorbito facilmente dall'organismo in quanto non ha residui. Non voglio neanche parlare di maionese, ketchup, ecc...
  • Non fare attenzione a quello che si mangia
Sgranocchiare qualcosa davanti alla televisione, ripulire il piatto della torta (sembrano solo briciole), assaggiare quello che si cucina, sgranocchiare una striscetta di pizza, finire lo yogurt del pupo, un' oliva mentre si porta in tavola....quante di queste cose si mangiano in una giornata?
  • Continuare uno stile di vita sedentario
Il regime alimentare non è sufficiente se non è aiutato da miglioramenti nello stile di vita: basta poco (spostarsi a piedi e non in auto, evitare l'ascensore, limitare l'uso dei telecomandi), ma l'ideale sarebbero 30 minuti continuativi. Accudire i nipotini, fare il cambio di stagione, ripulire il box, andare a fare shopping ....... sono attività che aiutano se non ci sono altre opportunità, ma nel momento in cui finiscono, se ne perdono i vantaggi.
  • Pesarsi tutti i giorni
Le variazioni di peso reali difficilmente si possono vedere in meno di 7 giorni: le differenze tra un giorno e l'altro, se si è in buone condizioni fisiche, possono dipendere solo dall'errore della bilancia (anche quelle perfette hanno un errore minimo) o da variazioni di peso casuali. Quando ci si pesa ancora e si scopre che non è cambiato niente, ci si deprime inutilmente.